Affitti fantasma per gli universitari. I ragazzi pagano, ma la casa non c’è

Il raggiro sui social: prima viene chiesto il versamento della caparra, poi gli autori degli annunci spariscono

Truffa sugli affitti agli studenti (foto Ansa)

Truffa sugli affitti agli studenti (foto Ansa)

Siena, 24 febbraio 2024 – Un copione collaudato, che probabilmente ha già fatto molte più vittime di quante siano venute a galla finora. Valentina Lanzolla e Rahat Hossain sono due giovani studenti rimasti vittima di una truffa degli affitti: entrambi hanno deciso di denunciare. I due sono stati truffati a un giorno di distanza dalle stesse persone, con gli stessi account Facebook e gli stessi numeri di telefono. A cambiare sembrerebbe essere solo il soggetto intestatario del bonifico richiesto.

Partiamo dal principio, Valentina e Rahat stanno cercando casa: "Mi stavo informando sui gruppi locali di affitti su Facebook e ho trovato l’annuncio – racconta Valentina –. Ho contattato la ragazza che l’ha pubblicato, una certa Marta , e ho iniziato a parlare con lei, che diceva di essere l’attuale inquilina della casa. Poi mi ha dato il numero della proprietaria, che diceva di chiamarsi Dejanir e di essere di Taranto". La stessa identica cosa è successa a Rahat, che è entrato in contatto con la sedicente Marta e ha ricevuto poi il numero di Dejanir. E fin qui tutto normale: nelle città universitarie è normale trovare casa su Facebook e bloccarla con un pagamento telefonico.

"Parliamo a lungo e faccio parlare anche i miei genitori con la proprietaria – continua a raccontare Valentina –. Arriviamo a un accordo e mi dice di pagare una caparra per bloccare la nuova stanza con un bonifico istantaneo verso un tale, che lei diceva essere il marito. Nel momento in cui faccio il primo pagamento, mi informa che il marito avrebbe voluto anche un’ulteriore caparra di un secondo mese, io ho detto che gliel’avrei data dal momento in cui avrei avuto le chiavi in mano". Qui il copione usato per i due ragazzi inizia a variare leggermente.

"La moglie del proprietario mi ha mandato un video della casa e poi l’iban per fare il bonifico – ha spiegato Rahat – e per farmi credere che non fosse una truffa mi ha dato la tessera sanitaria del proprietario". Il video è lo stesso che ha ricevuto Valentina, ma a Rahat Dejanir fornisce altri documenti, relativi sempre a un uomo residente a Taranto, tale Tiziano. "Una volta fatto il bonifico da 350 euro che mi aveva chiesto per il deposito e gli altri 350 per il primo mese, mi è stato detto che avrei dovuto fare un altro bonifico da 700 – ha raccontato Rahat –. Ho risposto che essendo uno studente sono troppi soldi e che avrei dato 350 euro in più una volta ricevute le chiavi. Mi ha detto che non avrei potuto riavere indietro i soldi e che non avrei avuto neanche la camera senza pagare di più". Per capire l’origine del problema bisogna considerare anche che i ragazzi cercano casa in un mercato saturo, in cui le stanze a disposizione sono poche, nel bel mezzo di una crisi abitativa. La casa in questione poi sembrerebbe esistere realmente, situata in via Lippo Memmi, dove c’è una palazzina le cui finestre ricordano quelle che si possono vedere nel video- inviato dai truffatori.

"Mentre parlavamo era tutto molto normale e tranquillo – ha spiegato ancora Valentina –. Arrivata alla sera di sab ato scorso, i miei genitori e io non siamo più riusciti a contattare la proprietaria, così ho deciso di andare a denunciare". Facendo una rapida ricerca online emerge che il numero di telefono con cui hanno interagito Valentina e Rahat è segnalato come truffa sul sito ‘tellows.it’. "Hanno provato a truffarmi inviandomi un video di una casa di Torino, sita in via Buniva 2", commenta Giuseppe sotto la segnalazione di truffa, mentre Michele scrive: "Ci ho rimesso 1200 euro". L’affare è di dimensione nazionale, e a Siena le vittime potrebbero essere molte.