CRISTINA GUALA
Cronaca

Ottantenne truffata: "Ci dia soldi per evitare l’arresto di suo figlio"

La donna raggirata in maniera spregevole ha consegnato ciò che aveva Ma stavolta il malvivente è stato rintracciato nel giro di poche ore

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Vezzano (La Spezia) 3 giugno 2024 – “Suo figlio rischia l’arresto, ha provocato un incidente con una vittima". La truffa più comune degli ultimi tempi, la telefonata per riferire di un incidente – ovviamente finto – a cui segue una richiesta di soldi per mettere tutto a posto, ha colpito ancora. Ma le cose non sono andate bene questa volta per i malviventi. Almeno tre persone potrebbero essere coinvolte in questo meccanismo scattato ai danni di un’anziana di 86 anni, abitante ai Prati di Vezzano. A raccontare la vicenda il figlio, affinché serva da monito ad altre persone che potrebbero cadere vittima di truffatori spregiudicati.

Qualche giorno fa il telefono di casa della signora è squillato, nel primo pomeriggio, la signora ha risposto ed è scattata la trappola: "Siamo le forze dell’ordine, suo figlio ha combinato un grosso guaio, deve preparare soldi e gioielli, oppure lui rischia l’arresto". La donna non ci crede, e vorrebbe chiudere la comunicazione per poi accertarsi dell’accaduto, Ma dall’altro capo del telefono insistono, la donna non riesce a contattare i familiari e i malviventi non riattaccano, anzi dalla cornetta incalzano: "Non aiuta suo figlio? Che madre è? Non le interessa se suo figlio va in galera?". Per essere ancora più convincenti, le passano qualcuno che piange, una voce rotta dalle lacrime, l’uomo di spaccia per suo figlio; poi la voce di giovane ragazza, che le fa credere di essere la nipote e chiede alla nonna di aiutare papà a tutti i costi.

La signora ormai si è convinta della attendibilità della telefonata, i finti agenti evidentemente si erano ben informati sulla sua famiglia, tanto da sapere tutto. La donna accetta di pagare, prepara 700 euro, l’orologio, una collana e due anelli, mette tutto in una busta per consegnarli a chi le aveva detto di dover risolvere il grosso problema cagionato dal figlio per chiudere la vicenda. Nel giro di poco si presenta a casa sua un giovane con un giubbotto dal colore sgargiante, elemento che poi servirà al riconoscimento. Prende la busta con soldi e oro e se ne va in taxi.

A quel punto l’anziana, concitata e scioccata, chiama la figlia, racconta quanto le è accaduto. E subito scatta la denuncia che consente ai carabinieri di Sarzana e di Vezzano, con il contributo importante anche dei tassisti di Spezia, di avviare le indagini. Il giovane con il ‘bottino’, infatti, si è fatto accompagnare dal taxi alla stazione della Spezia e ha preso il treno per Firenze. Nel capoluogo toscano, quando scende, trova ad attenderlo le forze dell’ordine che recuperano anche il malloppo estorto alla donna, ancora provata dall’esperienza vissuta. L’affetto dei familiari che la stanno rincuorando l’aiuta, ma lei ancora non riesce a dormire con tranquillità, a ogni squillo del telefono sobbalza.

“Certe cose non devono più succedere – commenta il figlio –. In questo evento che ci è capitato abbiamo avuto la fortuna di non sentirci soli, ci siamo sentiti protetti e tutelati dalle forze dell’ordine che sono state veramente solerti nell’azione, vicini a noi e a mia mamma. Anche i tassisti hanno aiutato, a dimostrazione che la collaborazione tra tutti è stata fondamentale”.