Bagnanti a Marinella
Bagnanti a Marinella

Sarzana, 26 marzo 2016 - Il piano spiagge di Marinella è da rifare. Nella seduta di ieri la Giunta regionale ha rispedito al mittente lo strumento adottato dal consiglio comunale sarzanese, evidenziando tutta una serie di correzioni necessarie per giungere ad un piano attuabile. Troppe infatti le incongruenze riscontrate tra il piano e gli obiettivi ambientali di riqualificazione del litorale e di salvaguardia indicati dall’amministrazione sarzanese. Criticità evidenziate dal comitato tecnico regionale che ha svolto l’istruttoria di Vas che ha portato alle prescrizioni poi passate in giunta. Un provvedimento duro da digerire per l’amministrazione sarzanese che ad oggi, almeno ufficialmente, è ancora all’oscuro della decisione della Regione. «A noi non è ancora arrivata nessuna documentazione – ha spiegato l’architetto Stefano Mugnaini dirigente dell’ufficio tecnico del Comune –. Dovevano mandarci tutto entro il 5 dicembre, ma poi hanno inviato una lettera in cui chiedevano tempo per esaminare la pratica».

MA QUALI sono i punti da rivedere? Nel piano non sarebbero stati valutati adeguatamente i rischi idraulici e le relative norme, tra cui quelle di salvaguardia temporanea adottate dalla giunta Burlando dopo l’alluvione del novembre 2014 che vieta nuove edificazioni e cambi di destinazione d’uso. Incompatibili dunque con gli interventi previsti a monte della Litoranea. La passeggiata-giardino disegnata dai progettisti Doriano Lucchesini e Antonio Chirico come non convinceva i tecnici del Parco Magra non ha convinto neppure quelli regionali che hanno prescritto vere dune da ricreare non tra stabilimenti e strada, ma fra le nuove strutture balneari (da costruire su palafitte) e la spiaggia, tutelate con recinzioni e passerelle. Ma i dubbi dei tecnici riguardano anche la fattibilità economica delle previsioni legate al ripristino dell’habitat naturale che sono legate esclusivamente all’arrivo di contributi pubblici. Da ricollocare anche il parcheggio dei camper, mentre salterebbe il previsto pontile la cui sostenibilità ambientale non è provata. Criticità individuate anche su quella parte di piano che prevede un consumo di suolo massiccio: la superficie degli insediamenti passerebbe dai 8.845 metri quadrati a 45.735.

TRA I PUNTI deboli del piano spiagge esaminato in Regione ci sarebbe anche la mancanza di un accordo con l’Agenzia del Demanio proprietaria delle aree su cui sorgono molti degli stabilimenti legittimi che si prevede di spostare e incrementare in misura consistente come le superfici commerciali. Insomma la riqualificazione annunciata per i tecnici della Regione sarebbe in realtà una sorta di “cementificazione” del litorale arrivando quasi a raddoppiare gli insediamenti, tra strutture balneari e commerciali e trasformando le aree verdi previste nel piano regolatore in parcheggi. La mancanza del Pud, i limiti attuali e quelli in prospettiva previsti per il rilascio delle concessioni demaniali pongono altri seri dubbi sulla fattibilità normativa delle previsioni. Un piano di cui restano poi da valutare gli effetti insieme a quelli prodotti dal Piano particolareggiato di Ameglia.