L’alberghiero a Sarzana fa discutere. Levata di scudi del ’Parentucelli’: "E’ un progetto non condiviso"

Il consiglio di istituto della scuola di piazza don Ricchetti ha avviato da domani in segreteria una raccolta di firme da inviare a Comune, Provincia della Spezia e ufficio scolastico regionale .

L’alberghiero a Sarzana fa discutere. Levata di scudi del ’Parentucelli’: "E’ un progetto non condiviso"
L’alberghiero a Sarzana fa discutere. Levata di scudi del ’Parentucelli’: "E’ un progetto non condiviso"

L’arrivo del nuovo corso scolastico a indirizzo alberghiero a Sarzana ha già sollevato le proteste. Dopo l’annuncio infatti che dal prossimo settembre si aprirà in città una sede distaccata dell’istituto "Casini" ospitata al centro culturale Pro Sarzana di via San Francesco, il consiglio di istituto del "Parentucelli Arzelà" composto da genitori degli alunni ha alzato gli scudi. Da domani nella segreteria della scuola di piazza don Ricchetti sarà pronta una raccolta di firme da inviare a Comune, Provincia della Spezia e ufficio scolastico regionale per evidenziare la mancata condivisione del progetto ma anche di collaborazione con la storica scuola cittadina.

La presidente del consiglio di istituto Emilia Amato ha criticato la decisione assunta, e non certamente l’apertura di un corso didattico, senza coinvolgere il principale istituto cittadino che ospita liceo classico e scientifico, indirizzo tecnico commerciale, turistico e agrario. Il nuovo percorso è stato presentato nei giorni scorsi e da settembre partirà almeno una classe ospite della Pro Sarzana di proprietà della parrocchia di Santa Maria e gestita dall’associazione culturale Niccolò V.

"Non c’è nulla di male - ha spiegato la presidente del consiglio di istituto Emilia Amato - nell’avviare una nuova scuola se non fosse che nessuno ha ritenuto utile e necessario contattare e concertare la scelta con il nostro istituto essendo tra i più grandi della Provincia e comprenda varie anime, liceali e professionali. Purtroppo, l’episodio non è l’unico, ma soltanto l’ultimo di una serie che preoccupa per la tendenza che esprime di sempre minor interesse per il nostro istituto, relegato, da ultimo, alla condizione di spettatore passivo di scelte assunte a livello centrale, senza alcuna sensibilità istituzionale. Si sarebbe dovuti arrivare alla decisione attraverso una programmazione concertata con tutti gli operatori scolastici ed amministrativi per garantire il migliore risultato mentre così si configura come uno sgarbo istituzionale ed una mancanza di sensibilità amministrativa che è difficile negare".

La rappresentante dell’istituto ha chiesto all’amministrazione comunale sarzanese e a quella provinciale maggior attenzione e collaborazione. "Siamo preoccupati - conclude Emilia Amato - perchè al contrario di quanto sta avvenendo, il nostro istituto merita attenzione, collaborazione e supporto da parte delle amministrazioni di riferimento. Non fosse altro che per gli sforzi che compie per implementare l’offerta formativa, in maniera sempre più inclusiva e costantemente ricercando un dialogo con la città e il territorio, spesso al di là della propria missione istituzionale, anche facendosi punto di riferimento per eventi culturali, sportivi e di aggregazione".

Massimo Merluzzi