Chiusa una vicenda ventennale. Il Comune paga la Regione per la strada mai realizzata

L’ente ha ottenuto un ridimensionamento delle pretese da oltre 27 mila euro a meno di 2 mila. Sono gli interessi sul contributo, restituito, per il bypass tra via Banzola e via Sommovigo. .

Chiusa una vicenda ventennale. Il Comune paga la Regione per la strada mai realizzata
Chiusa una vicenda ventennale. Il Comune paga la Regione per la strada mai realizzata

Alla fine il Comune di Arcola ha dovuto pagare per la strada che non è mai stata realizzata. Ma ha spuntato una cifra decisamente inferiore rispetto a quella che originariamente gli era stata chiesta: meno di 2 mila euro da saldare a fronte degli oltre 27 mila pretesi. Si tratta dell’esito della contesa aperta con la Regione Liguria per il finanziamento ottenuto e poi restituito dall’ente locale per la costruzione di un by pass tra via Banzola e via Sommovigo, opera che non ha mai visto la luce.

L’inizio della storia risale a oltre vent’anni fa. Nel 2002 il Comune di Arcola ottiene dalla Regione un finanziamento per realizzare il collegamento viario e nel 2006 si fa erogare un acconto di 140 mila euro. Per poi decidere, negli anni successivi, quell’opera è inutile. Nel 2016, infatti, la giunta formalizza la rinuncia alla realizzazione del by pass: non ce n’è più bisogno, visto che la Provincia ha nel frattempo realizzato altre infrastrutture viarie. Nel marzo 2021 la Regione si fa avanti e chiede la restituzione dell’acconto sul finanziamento e degli interessi legali su quella cifra. Nel dicembre 2021 il Comune restituisce i soli 140 mila euro. La Regione non ci sta e nell’ottobre 2022 avvia con decreto le procedure di esazione per 27.395 euro di interessi maturati in quindici anni a cui si aggiunge una mora di 4 centesimi di euro al giorno.

Il Comune si rivolge al Tar, chiedendo l’annullamento del decreto, nella convinzione che gli interessi non debbano decorrere dal 2006 – anno di erogazione dei 140 mila euro – ma dalla costituzione in mora del 2021, e che dunque debbano essere pari ad appena 11,40 euro. I giudici amministrativi, con sentenza 1442023, dichiarano innammissibile il ricorso, per difetto di giurisdizione, indicando nel giudice ordinario l’organo competente. Ma aggiungono che “essendo venuta meno la causa giuridica dell’originario pagamento, si tratta di un ordinario indebito oggettivo, che trova la sua disciplina nell’articolo 2033 del codice civile, anche con riferimento agli interessi, che sono dovuti “dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda”. Un buon appiglio per l’ente locale, tant’è che nel luglio scorso anche la Regione prende atto della sentenza del Tar e annulla in autotutela il decreto dell’ottobre 2022, ricalcolando gli interessi in complessivi 1.846,43 euro (dalla data di adozione della delibera con cui nel 2016 la giunta comunale ha formalizzato la rinuncia al progetto di collegamento viario fino al dicembre 2021 quando ha restituito il finanziamento).

Non sono esattamente gli 11,40 euro che il Comune riteneva di dover pagare ma neanche gli oltre 27 mila pretesi dalla Regione. Motivo per cui l’amministrazione ha deciso di non spostare il contenzioso davanti al giudice ordinario ma di provvedere al pagamento della nuova somma. Somma che, qualificandosi come debito fuori bilancio, è stata autorizzata dal consiglio comunale nella seduta del 20 novembre e verrà liquidata alla Regione entro fine anno.

Nella foto, la sindaca Monica Paganini