Arcola, la Regione congela il Puc. Stop al procedimento per 90 giorni: "Informazioni datate e obsolete"

Da Genova una missiva in cui si chiede al Comune di aggiornare la documentazione per risolvere le criticità. Nel mirino numerosi aspetti del nuovo strumento urbanistico: "Il materiale dovrà essere rivisto e integrato".

Arcola, la Regione congela il Puc. Stop al procedimento  per 90 giorni: "Informazioni datate e obsolete"

Una veduta aerea del borgo e della piana di Arcola, territorio che da anni attende il nuovo strumento urbanistico comunale

Non c’è pace per il nuovo Piano urbanistico comunale di Arcola. Nuovi intoppi nel procedimento rischiano di procrastinare ulteriormente i tempi per l’adozione del nuovo strumento urbanistico, atteso ormai da decenni. Risale a pochi giorni prima del ponte pasquale la lettera con cui gli uffici della Direzione generale territorio di Regione Liguria hanno sospeso il procedimento di Valutazione ambientale strategica e il procedimento urbanistico per un periodo di 90 giorni "o comunque fino al ricevimento di nuove comunicazioni da parte del Comune". Una decisione presa a seguito della richiesta di proroga presentata dagli uffici comunali arcolani per svolgere ulteriori approfondimenti nonché per le effettuare verifiche alla luce delle osservazioni arrivate, ma dietro la quale si celerebbero alcune lacune. Sono gli stessi uffici regionali a mettere nero su bianco le problematiche. "La documentazione a corredo del piano – si legge nella lettera – fa riferimento a informazioni datate, che non paiono aver risolto le criticità legate ai possibili impatti ambientali del Puc, già emerse in fase di consultazione nel 2012" che riguardano la coerenza degli ambiti del Piano in relazione al regolamento regionale in materia urbanistica "con ripercussioni anche sugli aspetti previsionali", nonchè i contenuti relativi la determinazione del carico urbanistico, l’aderenza al Piano territoriale di coordinamento paesistico. Criticità sono sollevate anche sulle derivazioni idriche, sul rapporto tra aree edificate e aree industriali, sul consumo di suolo nella piana alluvionale. A queste se ne aggiungerebbero altre "afferenti alla vetustà, e quindi alla obsolescenza, di alcune delle informazioni di supporto alla pianificazione urbanistica ed ambientale" si legge nella missiva in cui gli uffici regionali specificano inoltre che "i procedimenti dovranno essere ripresi nella piena consapevolezza delle carenze della documentazione fino ad oggi pervenuta, che in gran parte dovrà essere massivamente rivista, aggiornata ed integrata, comportando di fatto, con ogni probabilità, l’esigenza di ripetizione di atti compiuti". Parole, queste ultime, che risuonano come un macigno, e che potrebbero significare per il Comune l’obbligo di rivedere buona parte della documentazione, con ulteriori ritardi nell’adozione del nuovo strumento urbanistico

Matteo Marcello