Benigni in collegamento con Carlo Conti
Benigni in collegamento con Carlo Conti

Prato, 10 maggio 2020 - Non ce l’ha fatta Roberto Benigni; la sua nomination nella categoria “miglior attore non protagonista”per il film “Pinocchio”di Matteo Garrone, non si è trasformata nella terza statuetta della sua carriera. Sovvertendo le previsioni della vigilia, il premio è andato a Luigi Lo Cascio per la splendida interpretazione nel film “Il traditore” di Marco Bellocchio che ha conquistato anche altri dei premi più importanti tra cui “miglior regia”e”miglior film”.

In collegamento da casa sua, Roberto Benigni elegantissimo in smoking come il ministro Franceschini, è riuscito a scherzare con ironia persino su una edizione del premio, velata di tristezza, per l’assenza in studio di pubblico e candidati, per la preoccupazione ricorrente per tutte quelle categorie di professionisti del cinema, fermi, bloccati o disoccupati da mesi. Covid di Donatello, così Benigni ha ribattezzato il premio più ambito dal cinema italiano.

Geppetto purtroppo non ha portato fortuna al folletto di Vergaio che comunque rivedremo sabato sera su Raiuno in prima serata per la replica dello show dedicato ai “Dieci comandamenti”. Nessun premio neanche per l’altra cineasta pratese, Silvia Ranfagni, candidata nella categoria “miglior sceneggiatura originale”per il film “La Dea fortuna”diretto da Ferzan Ozpetek. Il premio è andato invece a Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco Piccolo, Francesco La Licata, autori del copione dello splendido “Traditore”. David di Donatello 2020; una edizione non molto fortunata per i pratesi che comunque rimarrà nella storia; per la difficoltà della realizzazione, per gli omaggi a Fellini, Sordi e il David alla carriera alla (quasi) centenaria Franca Valeri.
Federico Berti