di Luigi Caroppo
Cronaca

La città ammutolita dal dolore e il diritto di tornare a casa

Prato piange due vittime sul lavoro e si unisce al lutto regionale. Manifestazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Prato piange due vittime sul lavoro e si unisce al lutto regionale. Manifestazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Prato piange due vittime sul lavoro e si unisce al lutto regionale. Manifestazioni per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Una città ammutolita. Addolorata e sgomenta per la nuova tragedia sul lavoro. L’ennesima. Prato colpita ancora una volta vuol dare conforto ma anche gridare la rabbia perché il diritto a tornare a casa e al lavoro sicuro deve essere un valore imprescindibile. Prato con poche lacrime da spendere tanto ha provato dolore in questi anni piange dentro.

La città ha un cuore grande e abbraccia tutti quelli che vengono qui a lavorare, quelli che hanno scelto Prato come meta per mettere su famiglia e far crescere i figli. Sono pratesi d’adozione ma alla fine non fa differenza, sono pratesi a tutti gli effetti perché la comunità include, anche se ci sono tanti problemi specialmente adesso sul mercato del lavoro con la crisi che morde. Sono pratesi come Carmelo Corso e Vincenzo Martinelli, venuti qui in nome della voglia di darsi da fare e sognare un futuro migliore. Anche questa è Prato.

E allora in queste ore ci saranno tanti gesti simbolici, pieni di significato: un minuto di silenzio e la bandiera a mezza asta sulla facciata del municipio. Così il Comune di Prato parteciperà al lutto regionale proclamato per oggi. Il minuto di silenzio sarà osservato alle 10, scandito dai rintocchi della campana di Palazzo Pretorio alla presenza di una delegazione dell’amministrazione comunale e del gonfalone listato a lutto. E la bandiera del Comune sarà a mezza asta. Non formalità.

Tutte le manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune sono annullate. Silenzio e dolore. Per le famiglie delle due vittime di Prato, Vincenzo e Carmelo, il Comune chiederà l’attivazione del supporto psicologico. "Il Comune c’è" ripete la sindaca Bugetti "ed è vicino a queste famiglie, il loro dolore è il nostro dolore".

Per Prato "è una tragedia nella tragedia - dichiara ancora la sindaca - Fino all’ultimo abbiamo sperato che da Calenzano arrivassero notizie diverse, ma purtroppo le speranze si sono ridotte minuto dopo minuto fino a darci la certezza del doloroso epilogo. Piangiamo due nostri concittadini, morti mentre lavoravano come ogni giorno; piangiamo due padri di famiglia impegnati a crescere e garantire un futuro migliore ai propri figli. Ci stringiamo attorno alle loro famiglie per questo dolore incolmabile. A nome di tutta la città esprimo vicinanza e profondo cordoglio". Ma non solo: l’amministrazione comunale parteciperà alla manifestazione organizzata per oggi pomeriggio a Calenzano da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della sicurezza sui luoghi di lavoro come priorità assoluta. "Il nostro cuore è colmo di tristezza" ripete la sindaca Bugetti.

Il territorio pratese ha conosciuto grandi tragedie sul lavoro: da Teresa Moda nel 2013 a Luana D’Orazio nel 2021. Una lunga scia di dolore.

Il Pd di Prato, fa sapere che oggi "sarà a Calenzano per partecipare alla manifestazione indetta dai sindacati confederali dopo l’ennesima strage sul lavoro che ha colpito la Toscana". Il Pd ha inoltre chiesto ai circoli, alle iscritte e agli iscritti dem di essere in massa a Calenzano a partire dalle 14.30 in piazza Vittorio Veneto. Le bandiere della federazione provinciale di via Carraia saranno listate a lutto.

E la Chiesa spalanca le porte a quelle due famiglie senza più i babbi, grandi lavoratori. Il vescovo Giovanni Nerbini lunedì ha seguito passo passo quanto accadeva a Calenzano ed ha subito fatto sentire la voce della comunità: "Abbiamo provato sconcerto per quanto accaduto, constatiamo che ancora una volta ci sono dei lavoratori che hanno perso la vita, altri invece sono rimasti gravemente feriti. Sono le ennesime morti sul lavoro che tracciano un bilancio veramente pesante e inaccettabile". Già inaccettabile. Oggi è lutto, oggi si sciopera e si manifesta. E dopo?

Luigi Caroppo