I tornelli nell’autobus della Lam  a Prato Chi è  senza biglietto  non potrà salire
I tornelli nell’autobus della Lam a Prato Chi è senza biglietto non potrà salire

Prato, 9 ottobre 2019 - Avanti, sull’autobus c’è posto. Ma solo per gli onesti. Gli altri, i furbetti del biglietto, quelli che pensano di farla franca con il trucco del ticket pluritimbrato, o pagano come tutti gli altri oppure d’ora in poi si faranno la strada a piedi. La legge del tornello non fa sconti: premia la correttezza, ricaccia i disonesti. È partita da Prato la lotta ai viaggiatori ‘abusivi’, quelli che «non faccio il biglietto tanto il controllore non sale mai a bordo». Da lunedì, sulla Lam viola, una delle linee ad alta mobilità, del controllore non c’è nemmeno più bisogno. Perché si paga per forza, come è giusto che sia. Altrimenti l’accesso è sbarrato. Sì, i tornelli installati sull’autobus funzionano come allo stadio: hai il biglietto o l’abbonamento? Bene, entri. Non ce l’hai? O lo fai sul momento o stai fuori. Si tratta di un progetto pilota per tutta la Toscana: il varco elettronico per adesso è in funzione su un solo autobus, ma presto verrà implementato su tutta la linea viola, quella che da Prato va verso Montemurlo e viceversa. In futuro, se l’esperimento andrà bene come auspicato da Cap, sarà applicato per tutti gli autobus della città.

Il bilancio dopo due giorni dall’attivazione del tornello: boom di ticket staccati a bordo e passeggeri compiaciuti. Come l’anziana passeggera che ieri pomeriggio era seduta in prima fila: per la prima volta, guardandosi intorno, ha avuto la garanzia del viaggio onesto, e forse anche più leggero. Sono piccole soddisfazioni. Scavalcare o dribblare il tornello come capita spesso sulla Metro di Milano o Roma è praticamente impossibile. Le sbarre dell’autobus infatti sono due, piazzate in verticale: respingono i ‘portoghesi’ a suon di «bop» e luce rossa, accolgono gli onesti pagatori spalancando le braccia e sprigionando luce verde. Per facilitare il tutto ed evitare figuracce, almeno per i primi giorni, a ogni fermata sono in azione gli ausiliari. Giovani formati da Cap che indossano una pettorina arancione dal messaggio emblematico: «Sali solo se hai il biglietto». Una sorta di ‘filtro’ per mettere in guardia i viaggiatori ed evitare incomprensioni, ma soprattutto imbarazzi. «È ancora presto per fare un bilancio complessivo, ma le sensazioni che abbiamo avuto in questi primi due giorni sono buone – dicono da Cap – L’apprezzamento da parte dei passeggeri è pressoché totale, per la prima volta hanno la garanzia di un viaggio onesto. E abbiamo registrato anche un aumento delle vendite dei biglietti a bordo, questo significa che c’è la volontà di mettersi in regola. Sono già tanti gli utenti che ci hanno chiesto di implementare il servizio, speriamo di accontentarli a breve». Il varco elettronico allontana gli scrocconi ma anche i delinquenti. Chi saliva a bordo per approfittarsi dei passeggeri pigiati come sardine e sfilare i portafogli dalle tasche, d’ora in poi infatti starà alla larga. Ma i tornelli serviranno anche da tutela per gli autisti, spesso bersaglio di insulti e minacce. L’ultimo triste episodio lo scorso aprile, quando il conducente di un autobus diretto a Vaiano venne aggredito con lo spray al peperoncino da un gruppo di teppisti. Le sbarre sono (anche) un tentativo per mettere fine ad anni di prepotenze. E dunque tornelli, nel nome dell’onestà e della sicurezza: il trasporto pubblico ora è pronto a cambiare marcia.