Prato, 27 agosto 2018 - «La serie  C con un milione non si fa. E’ troppo poco. E ci sono imprenditori locali pronti a prendere il Prato pure in Serie D, i contatti sono proseguiti anche in queste ultime settimane». Il Comune non molla e anzi getta ulteriore benzina sul fuoco sulla vicenda Prato. Simone Faggi, vicesindaco e assessore allo sport, replica alle parole di Toccafondi senior sbattendo la porta in faccia. «Andrea Toccafondi è un grandissimo imprenditore e ho molto rispetto per la sua capacità imprenditoriale. Ma la sua gestione sportiva è stata discutibile e non sono affatto d’accordo con la ricostruzione che ha fatto su tutta la vicenda del Prato», attacca il vicesindaco. «E’ chiaro che c’è stato un momento in cui Paolo non ha voluto più vendere, o forse non ha mai voluto vendere, non lo so. Sarebbe stato meglio per tutti - città e amministrazione - che avesse detto le cose chiaramente. Fin dall’inizio».

Faggi ribatte punto su punto alle dichiarazioni dell’ex presidente biancazzurro: «Non è assolutamente vero che c’è una maggioranza silenziosa che appoggia la famiglia. Il 95% dei tifosi la pensa come il sindaco, vengo fermato di continuo dai tifosi e tutti mi dicono: ‘bravi, questa era l’unica soluzione’». E poi ancora: «Se Toccafondi vuole tenere la squadra che riparta dalla D e investa un milione sul mercato, provando a risalire in C. Anche se per fare i professionisti secondo me ci vogliono almeno due milioni. Per quanto ci riguarda la questione della C è finita. Se poi davvero vogliono vendere allora possiamo anche rimetterci a sedere a un tavolo per risolvere questo impasse, ma l’attuale società deve assumersi le responsabilità di questa confusione che ha combinato». Il vicesindaco lascia intendere che ci sarebbero dei potenziali, nuovi compratori ma non vuole fare nomi: «Sì, ci sono delle persone, ma non voglio dire di chi si tratta. Questo conferma che gli imprenditori interessati ci sono, magari non hanno a disposizione cifre da capogiro ma comunque sarebbero pronte a ripartire con un progetto serio dalla Serie D. Categoria in cui, ripetiamo per l’ennesima volta, il Prato è retrocesso sul campo». Il messaggio è chiaro: l’amministrazione vuole una nuova proprietà e non ha nessuna intenzione di sostenere ancora un’altro anno di presidenza Toccafondi. E quindi niente stadio. Per il Comune, se il patron biancazzurro vuole continuare a tenere la squadra, dovrà giocare a Oste, lontano dal Lungobisenzio. Un punto di contatto sembra impossibile. Adesso parleranno i tribunali. Il attesa che anche il procuratore Giuseppe Nicolosi faccia la prossima mossa: dovrà dire se si sia configurato o meno l’abuso d’ufficio da parte del sindaco Matteo Biffoni.

Alessandro Pistolesi