"A Natale siamo buoni per tradizione, ma potremmo essere buoni anche gli altri giorni. Il 35 marzo per esempio", disse mentre disegnava un extraterrestre. "Tu sei buono dentro. E’ che ancora non ci sei abituato", disse mentre disegnava un coccodrillo. Sarà capitato anche a voi di leggere, magari distrattemente, frasi così sui manifesti disseminati per le strade della nostra città. E magari di pensarci un po’ su, con un sorriso. Ecco, questi sono pensieri di bambini,...

"A Natale siamo buoni per tradizione, ma potremmo essere buoni anche gli altri giorni. Il 35 marzo per esempio", disse mentre disegnava un extraterrestre. "Tu sei buono dentro. E’ che ancora non ci sei abituato", disse mentre disegnava un coccodrillo. Sarà capitato anche a voi di leggere, magari distrattemente, frasi così sui manifesti disseminati per le strade della nostra città. E magari di pensarci un po’ su, con un sorriso. Ecco, questi sono pensieri di bambini, guizzi di fantasia e di libertà. Ed è il progetto che la compagnia Teatro Metropopolare, diretta da Livia Gionfrida, ha ideato e realizzato con il sostegno dell’assessorato alla cultura del Comune a pochi giorni dalla fine di quest’anno tanto difficile. Ripartire dalle riflessioni dei bambini pratesi verso una nuova primavera è l’obiettivo dell’"incursione artistica" della compagnia teatrale. Cento manifesti di varie dimensioni sono stati così affissi nel solstizio d’inverno, il 21 dicembre, quando le giornate iniziano ad allungarsi portando a poco a poco più tempo di luce. Sopra ogni cartello colorato sono stampati frasi e disegni frutto dei laboratori condotti da Giulia Aiazzi e Livia Gionfrida in alcune scuole primarie della città, con il progetto grafico di Laura Meffe. "Abbiamo guidato i ragazzi all’esplorazione dei propri sentimenti e delle proprie visioni legate a questo difficile periodo e alla nostra città, usando gli strumenti che continuano a vivere e a resistere nel nostro Paese, anche attraverso il nostro contributo: il teatro e l’arte. Il risultato sono stati tanti spunti su quanto (e su come) stiamo vivendo oggi e idee legate a nuove forme di relazione", spiega la compagnia teatrale.

Il lavoro di Metropopolare vuole quindi essere uno stimolo per trasformare il vuoto e la paura della crisi sanitaria in un atto di speranza collettivo e individuale, reinterpretando concetti come connessione, relazione, libertà, socialità e solidarietà. I manifesti colorati resteranno per alcune settimane a ricordarci che è importante riflettere, reagire, sorridere, sperare. "E’ stata una bella esperienza, ho sbagliato tutto", disse (un bambino) mentre disegnava fiori; fiori senza petali, con steli e corolle. Ma quei petali si possono immaginare. Basta un po’ di fantasia e di bontà. E’ davvero un bel progetto quello della compagnia Metropopolare, un atto di Resistenza gentile.

re. po.