L’ex carabiniere Marco Camuffo è stato condannato in Appello per la violenza su una studentessa
L’ex carabiniere Marco Camuffo è stato condannato in Appello per la violenza su una studentessa
Hanno fatto retromarcia e hanno preso le distanze dalla protesta organizzata dall’associazione fiorentina "Non una di meno", prevista per sabato alle 12 di fronte al bar dell’ex carabiniere, Marco Camuffo, condannato in Appello per violenza sessuale su una studentessa americana. In un primo momento sembrava che le consigliere comunali del Pd, Martina Guerrini, e della Lega, Patrizia Ovattoni, avessero dato il loro appoggio alla protesta ma ieri entrambe hanno deciso di chiarire la propria...

Hanno fatto retromarcia e hanno preso le distanze dalla protesta organizzata dall’associazione fiorentina "Non una di meno", prevista per sabato alle 12 di fronte al bar dell’ex carabiniere, Marco Camuffo, condannato in Appello per violenza sessuale su una studentessa americana. In un primo momento sembrava che le consigliere comunali del Pd, Martina Guerrini, e della Lega, Patrizia Ovattoni, avessero dato il loro appoggio alla protesta ma ieri entrambe hanno deciso di chiarire la propria posizione. "La mia adesione al documento del consiglio comunale è stata data per chiedere alla politica un maggior impegno per la certezza delle pene e per la valutazione di percorsi riabilitativi per il recupero di chi si è macchiato di questi crimini", dice la capogruppo della Lega in Comune, Patrizia Ovattoni. "Ho firmato un manifesto in cui si condanna la violenza sessuale, non ho certo acconsentito a partecipare a una iniziativa giustizialista, abbiamo rispetto per il nostro sistema giudiziario, se una legge non va bene chiediamo di cambiarla, non ci sostituiamo ai giudici", ha concluso. Anche Martina Guerrini ci tiene a precisare di "non aver mai detto di voler partecipare alla manifestazione di sabato", ma di aver voluto solo riportare l’attenzione sulla piaga della violenza contro le donne, un tema di cui "si parla troppo poco". "Penso che più del singolo caso si debba riflettere sia sul modo in cui si raccontano i casi di violenza sulle donne, sia su come funziona il nostro sistema giuridico", dice Guerrini che aggiunge. "Non basta la certezza della pena, ma anche la certezza del percorso di ri-inserimento dopo aver scontato la pena. Il percorso non è ininfluente in casi di questo tipo. Diventa fondamentale. Riabilitarsi non è un automatismo. Se si vuol fare un passo in più è necessario chiedere con forza questi percorsi perché integrino il sistema giudiziario. Manifestare questa esigenza è più importante che manifestare tout court". La protesta di fronte al bar di Camuffo in centro storico è ancora pubblicizzata sulla pagina Facebook dell’associazione, anche se la Questura non risulta informata come è necessario fare prima di promuovere una manifestazione qualsiasi. "E’ giusto che saldi il conto con la giustizia – interviene il sindaco Biffoni – ma dobbiamo ricordarci di dire sì alla giustizia e no al giustizialismo. Capisco il senso di manifestare il proprio disagio – conclude – e al tempo stesso affido alla giustizia la sanzione per questo reato".