Omicidio di Seano, accoltellato a morte per soldi. Uno dei due killer è un clandestino

L’assassino di 22 anni è irregolare, l’altro ha avviato le pratiche per il permesso di soggiorno. Entrambi domiciliati a Prato. Sono in carcere a Torino e finora sono rimasti in silenzio

I sopralluoghi e, nel riquadro, la vittima

I sopralluoghi e, nel riquadro, la vittima

Prato, 12 febbraio 2024 – Uno clandestino, irregolare da tempo in Italia, l’altro con la procedura avviata per ottenere il permesso di soggiorno.

Uno 22 anni, l’altro 30, entrambi pakistani e domiciliati a Prato. Conoscevano la loro vittima, perché altre volte l’avevano aiutata a caricare e scaricare la merce che acquistava nei pronto moda per poi portarla all’estero.

L’identikit dei due killer che venerdì a Seano hanno ucciso l’autotrasportatore Harpal Singh, 59 anni, origini indiane, residente in provincia di Mantova, non racconta la violenza e la freddezza con la quale i due giovani hanno assassinato quel commerciante perbene, conosciuto nei Macrolotti pratesi, che ha avuto soltanto la colpa di dare loro un lavoro.

Il video grazie al quale i carabinieri sono riusciti a catturarli in appena 24 ore, schierando complessivamente 50 uomini della compagnia e del nucleo investigativo fra Prato, Milano e Torino, dice invece tutto di un crimine terrificante e brutale sul quale i due assassini, in prigione a Torino in attesa dell’udienza di convalida, sono finora rimasti in silenzio.

Harpal Singh venerdì sera si trovava con loro nel suo furgone mentre faceva il giro delle aziende per acquistare la merce che doveva portare in Germania. Il figlio lo aspettava da un’altra parte, con un tir che sarebbe stato riempito una volta terminati i carichi con il mezzo più piccolo, più adatto a girare nelle strade dell’area industriale.

Intorno alle 20,30 i due pakistani, chiamati da Singh per aiutarlo, lo hanno convinto ad andare in un piazzale di via Torricelli nella zona industriale di Seano, forse già minacciandolo. Molto probabilmente, avendo già lavorato con lui, sapevano che aveva con sé diverse migliaia di euro per pagare la merce.

Quando il furgone si è fermato lo hanno aggredito accoltellandolo più volte. Al momento si indaga per rapina, ma non si esclude nemmeno che la lite sia scoppiata per altre questioni sempre legate ai soldi. I due assassini hanno rubato a Singh 4mila euro in contanti, poi gli hanno preso il cellulare e le chiavi del furgone, in modo che non potesse chiedere aiuto. Lo hanno lasciato dentro, agonizzante, e sono scappati via.

L’autotrasportatore, questo mostra il video ripreso da una telecamera della zona, è riuscito a scendere dal furgone, ha fatto il giro come per cercare il cellulare, poi è caduto quando gli sono mancate le forze. E’ rimasto a terra circa mezz’ora, impossibilitato a chiedere aiuto e in una zona dove era praticamente impossibile vederlo. Per lui, alla fine, non c’è stato niente da fare. Avrebbe potuto salvarsi, forse, se avesse trovato l’altro telefono sotto il sedile del furgone, ma i colpi inferti dai killer gli hanno reso impossibile anche questo.

Il figlio, visto che non lo vedeva arrivare e che non gli rispondeva al telefono, si è messo a cercarlo e lo ha trovato intorno alle 22, ormai senza vita.

A quel punto ha chiamato i carabinieri ed è cominciata una imponente caccia all’uomo, subito ben indirizzata sia dalle immagini riprese dalle telecamere che dal figlio stesso della vittima, che conosceva i due pakistani.

Molto importante, riferiscono gli inquirenti, è stata anche la collaborazione della comunità pakistana che ha fornito elementi utili per catturare i killer. Decisiva è stata soprattutto la rapidità con la quale si sono mossi i carabinieri e la procura, che hanno ricomposto il puzzle dell’omicidio in poche ore arrivando all’arresto dei killer.

Sabato sera i carabinieri li hanno localizzati prima a Milano e poi su un treno alta velocità diretto a Torino. A quel punto hanno fatto fermare il convoglio prima della stazione di Porta Nuova e sono saliti a bordo. I due assassini non hanno opposto resistenza. Avevano le banconote sottratte a Singh, sporche di sangue, e il suo cellulare. Sono stati arrestati e portati in carcere a Torino. Si ipotizza che volessero arrivare in Portogallo, ma il loro viaggio è stato molto più breve.