REDAZIONE PRATO

La Val di Bisenzio ferita. A Tracconi è tutto fermo : "Noi sfollati da novembre". Rifiuti, rimozione solo ora

Anche a Grisciavola (Vaiano) disagi enormi per cinque famiglie ‘isolate’. In vallata sono rimasti per mesi detriti e rifiuti: ‘discariche’ su cui è iniziata. a crescere l’erba. L’altro ieri i primi camion hanno iniziato a portare vie le macerie.

C’è ancora chi è fuori casa in Val di Bisenzio, a 9 mesi dal nubifragio che fra i Comuni di Vaiano e Cantagallo (e in parte anche a Vernio) ha portato via ponti e strade e allagato e riempito di detriti abitazioni e fabbriche. Detriti e rifiuti che sono rimasti, una volta svuotate case e aziende, in mezzo ai centri abitati: piante e nuova spazzatura hanno trovato in questi mesi nei monti di macerie l’habitat idoneo per moltiplicarsi, in una situazione che è rimasta cristallizzata dall’inizio dell’anno e che solo questa settimana sembra aver preso la giusta strada verso la normalità. L’ordinanza commissariale di maggio sta prendendo piede e mercoledì i primi camion hanno iniziato a portare via le macerie, ma solo in alcuni punti: altri, dove non è evidente la qualità del materiale, saranno meta di analisi e della "caratterizzazione", prima che sia consentita la rimozione per il giusto smaltimento.

E se la situazione emergenziale legata ai cumuli di macerie interessa soltanto il Comune di Vaiano, il problema strade, con frane che si sono attivate in quota e asfalti scoppiati nel fondovalle – con criticità evidenti nel capoluogo vaianese, dove la copertura venuta meno ha lasciato scarichi maleodoranti e fogne a cielo aperto ad appestare l’afa estiva -, interessa anche il Comune di Cantagallo, dove si continua a lavorare sulle somme urgenze (a Vernio si attende invece la seconda fase, quella definita della "ricostruzione").

Il nodo grosso da sciogliere per diverse frazioni riguarda principalmente gli attraversamenti dei corsi d’acqua: venendo meno i ponti, diversi abitanti sono ancora senza la possibilità di tornare a casa con i propri mezzi. Succede a Grisciavola, nel Comune di Vaiano, dove dal 2 novembre le 5 famiglie del borgo sono costrette a percorrere 400 metri di strada a piedi con spesa, anziani e bombole del gas (l’autocisterna per riempire il bombolone non arriva più, da quel giorno) con addosso il terrore che capiti qualcosa e ci sia da chiamare un’ambulanza, che non arriverebbe.

E accade a Tracconi, nel Comune di Cantagallo, dove c’è un’altra situazione complicata e che si prolunga da novembre; mancando la strada e ponti (qui gli attraversamenti portati via dalla piena sono ben due) le famiglie non sono potute rientrare a casa, tantomeno recuperare le auto ferme lì da novembre, e sono costrette a pagare un affitto o a continuare a farsi ospitare da parenti ed amici.

"Ad oggi siamo ancora sfollati ed ospiti e siamo in attesa che dalla Regione venga sbloccato il permesso per sistemare i ponti – ci raccontano da Tracconi –. A seguire dovrebbero pulire il fosso. Purtroppo ad oggi non abbiamo altre novità rispetto agli ultimi mesi. Speriamo solo che tutto venga sistemato prima dell’arrivo dell’autunno. Il sindaco ci ha tranquillizzato dicendo che il comune farà di tutto per aiutarci. I contributi per l’autonoma sistemazione sono arrivati per i primi tre mesi e basta, ad oggi".

Al centro della matassa – il cui bandolo tarda a trovarsi – le competenze sui ponti e sui corsi d’acqua: a Grisciavola, a suon di battaglie fra tecnici e avvocati, convocazioni in tribunale e diffide, sembra si sia vicini alla svolta, con il Genio Civile che si è reso disponibile a regolarizzare il ponte (per la Regione abusivo, per i residenti presente almeno dal 1700) sulla strada che la precedente amministrazione comunale ha definitivamente dichiarato "privata". Con l’arrivo delle attese risposte, i residenti stessi, mettendo mano al portafogli, inizieranno il ripristino del ponte.

Fra le risposte attese, una proprio di questi giorni potrà portare un sospiro di sollievo agli abitanti di Cambiaticcio (Comune di Cantagallo), che dopo la sommaria riapertura della strada – in forte salita e da novembre transitabile solo coi fuori strada – nei primissimi giorni dopo l’alluvione, non hanno più visto nessuno: l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio ha infatti vinto un bando per lavori di 400 mila euro (360 mila arrivano dall’ordinanza commissariale, gli altri 40 sono a carico del Comune) per il ripristino del torrente Cambiaticcio. E già da ieri la ditta incaricata ha iniziato i lavori sulla strada che, fra le altre cose, si è innalzata per i detriti accumulati nel sottopassaggio sotto la ferrovia e non consente il passaggio di autobotti col gas per il riscaldamento.

Claudia Iozzelli