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2 ago 2022

La produzione vola e mette a segno un +8% Ma il mercato del lavoro stabile non decolla

Nel secondo trimestre 2022 il tessile cresce dell’11,1% rispetto al 2021. Ramagnoli (Confindustria): "In ginocchio per il caro energia". Studio Ires (Cgil): reddito delle famiglie in crescita (+3,2%). Persi rispetto al 2019 oltre 2.500 contratti a tempo indeterminato

2 ago 2022

PRATO La guerra spinge inflazione e recessione. Dalla seconda metà dello scorso anno lo scenario nazionale si è gradualmente deteriorato per effetto dell’aumento dei prezzi esacerbati dalla guerra tra Russia e l`Ucraina e ora della crisi di governo. Ci attende un 2023 con grandi incognite. Mentre a Prato nel secondo trimestre 2022 la produzione industriale ha segnato un +8,8% all’orizzonte, le nubi nere del caro energia stanno offuscando tutti i segnali di ripresa. I dati elaborati da Confindustria Toscana Nord confermano quanto contenuto nel rapporto Ires sull’economia toscana diffuso dalla Cgil. Il 2021 per Prato va in archivio con un risultato, in termini di valore aggiunto, superiore alla media regionale: 7,6% contro il 6,8%. Una situazione in ripresa, fortemente condizionata dalla congiuntura internazionale: "La guerra, la pandemia, l’inflazione, i rincari, la crisi energetica, ora la crisi politica: c’è un quadro in grado di far deflagrare la tenuta sociale ed economica", commenta la segretaria di Cgil Toscana Dalida Angelini. Entrando nel dettaglio, nel 2021 le esportazioni hanno ripreso a crescere anche se, in base alle proiezioni della Cgil, il livello di export registrato nel 2018 verrà raggiunto soltanto nel 2023. Anche il reddito disponibile delle famiglie nel 2021 è in ripresa: l’anno si chiude con un +3,2%. "Per Prato quello che si è chiuso a fine giugno è stato un buon trimestre dal punto di vista della produzione", commenta la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Fabia Romagnoli. Lo testimoniano +11,1% del tessile e +8,8% del meccanotessile: "il sistema produttivo ha ripreso quota - aggiunge Romagnoli - ma il tessile è un settore energivoro, un grave problema che non accenna a trovare soluzione e che inficia una ripresa". Mentre la produzione industriale ha preso il largo, il mercato del lavoro ancora deve assestarsi sui valori pre pandemia: sono 2.500 i contratti a tempo ...

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