La guerra delle rondini. Tolte le reti della discordia

La Lav annuncia la rimozione dei dissuasori dal palazzo di via delle Gualchiere. Il residente che le aveva installate per motivi di salute: "Procedo per vie legali".

La guerra delle rondini. Tolte le reti della discordia

La guerra delle rondini. Tolte le reti della discordia

Dopo la guerra dei Roses, c’è la guerra delle rondini. E’ quella che sta andando in scena da mesi a Prato, in un condominio di via della Gualchiera, a causa di alcune reti che un residente ha installato nel sottotetto del palazzo per non consentire alle rondini di tornare al nido, con il conseguente sporco che ne deriva. "Una questione di salute e igiene", aveva spiegato l’uomo che soffre di asma e che non può aprire le finestre di casa a causa del cattivo odore. La decisione, presa in accordo con l’amministratore di condominio, ha sollevato un gran polverone e una guerra di carte bollate fra il condomino, il Comune e la Lav che si è fatta portavoce di questa battaglia dai contorni grotteschi e sfocita in denunce incrociate. L’ultima novità – annunciata dalla Lav – è che le reti sono state rimosse come disposto da una seconda diffida del Comune. Le reti sono state tolte lunedì pomeriggio consentendo alle rondini di tornare ai loro nidi. "La Lav è felice di annunciare che, grazie all’incessante impegno della comunità e al sostegno di oltre 25.000 firme – spiega Cristiano Giannessi della Lav di Prato –, il Comune di Prato ha emesso un’ordinanza per la rimozione delle reti metalliche anti-rondine illegittimamente installate sul condominio". Una "vittoria" che verrà festeggiata con una manifestazione domani sera alle 20 in piazza del Comune.

Se sia stata vinta la guerra o una singola battaglia è tutto da vedere. Il condomino, che in questi mesi è stato pesantemente offeso e minacciato sui social, è deciso ad andare fino in fondo alla questione e ha annunciato azioni legali. "Mi meraviglio – dice – che il Comune abbia emesso una nuova ingiunzione senza rispondere al ricorso che avevo presentato alla prima diffida. Di solito si risponde al ricorso, poi si procede". Il residente spiega di aver installato le reti prima del ritorno delle rondini e di non aver mai distrutto nessun nido né tanto meno di aver toccato gli animali. "Non abbiamo violato nessun articolo del codice comunale. Quello a cui si fa riferimento nella diffida vieta la distruzione dei nidi, non l’installazione di dissuasori come abbiamo fatto noi prima che arrivassero le rondini – aggiunge – Le reti le ho messo a mie spese pagando più di 800 euro. In alternativa era stato proposto di installare le tavolette per la raccolta del guano. Abbiamo chiesto quanto dovevano essere grandi e di che peso dovevano essere, nessuno ha risposto. Sono stati fatti i sopralluoghi dei carabinieri forestali e della polizia provinciale che non hanno segnalato illeciti. Mi chiedo perché al Comune interessi tanto questa vicenda". La guerra andrà avanti con gli avvocati.

Laura Natoli