Prato, 28 marzo 2019 - «Sì, sono la tua milf». Questo è uno dei tanti messaggi estrapolati dalla pagina Facebook della donna quando il sito era già stato chiuso. Uno screenshot di una chat su Whatsapp con un altro quindicenne toscano che la donna aveva postato sul suo profilo Facebook nel 2017 e ricuperata ora dagli investigatori. La conversazione maliziosa, però, ha contribuito a inchiodare la donna arrestata ieri dalla squadra mobile su disposizione del gip.

Fra i motivi che hanno spinto la procura a chiedere la misura cautelare dopo 23 giorni dall’apertura dell’inchiesta, c’è il ritrovamento nel telefono dell’indagata di contatti a siti pedopornografici e conversazioni con ragazzini risalenti nel tempo, anche prima che cominciasse la realazione con il quindicenne (il primo rapporto lo hanno avuto quando lui aveva ancora 13 anni), padre biologico del bambino nato nell’agosto scorso. Questi particolari hanno aggravato la posizione della donna tanto che la procura, per vederci chiaro fino in fondo, ha richiesto l’esame del Dna sull’altro figlio della coppia, quello di 11 anni.

Un atto dovuto per escludere che l’indagata in passato abbia avuto altre relazioni dubbie, ossia altri minorenni. «Non abbiamo verificato casi di contatti con altri minori, ma la possibilità che questi potessero avvenire, date le premesse, ci ha spinto a chiederne l’arresto per possibile reiterazione del reato». Lo ha detto il procuratore Giuseppe Nicolosi riferendosi anche alla «frequentazione di certi siti internet» da parte della oss che «potrebbe essere un presupposto per eventuali nuovi contatti».

«Assieme al possibile inquinamento delle prove, questo fatto - ha aggiunto Nicolosi -, costituisce per noi un motivo valido per chiedere la misura cautelare al giudice», anche se allo stato non ci sono circostanze che dimostrino «contatti con altri minori» o che la donna li abbia cercati. Sembra, però, che alla donna piacesse circondarsi di ragazzini. «Ho potuto notare – ha raccontato agli inquirenti una testimone che frequenta la palestra – che la donna ha piacere a parlare in generale con i ragazzini, sia maschi che femmine. Ho anche sentito qualche volta qualcuno dei genitori fare battute sul fatto che sta sempre a parlare con questi adolescenti e ricordo che tutte le volte lei rispondeva ‘Chi sta in mezzo ai ragazzi rimane giovane’». «Non può ignorarsi in questa sede – scrive il gip Scarlatti – il comportamento della donna. Non era sfuggito agli altri frequentatori della palestra che l’indagata tendeva a stare in compagnia degli adolescenti tanto da suscitare le bonarie critiche dei conoscenti».

L.N.