REDAZIONE PRATO

Il minimarket della discordia: "Aggressioni, spaccio e ubriachi. Non è la città in cui voglio vivere"

Nel mirino dei residenti il negozio etnico fra via Ferrucci attorno al quale girano "persone poco raccomandabili". Una cittadina scrive a Bugetti: "Scene vergognose, siamo stufi ma nessuno interviene".

Un controllo della polizia all’interno di un negozio etnico che vende generi alimentari. Alcuni Comuni hanno imposto lo stop alle 21

Un controllo della polizia all’interno di un negozio etnico che vende generi alimentari. Alcuni Comuni hanno imposto lo stop alle 21

Spaccio, aggressioni, schiamazzi, urla a tutte le ore del giorno e della notte. Brutte frequentazioni che cominciano a preoccupare i residenti intorno a via Ferrucci, via Fra’ Bartolomeo e via Tacca. Nel mirino dei cittadini è finito il minimarket etnico, che si trova in via Ferrucci, diventato da diverso tempo ricettacolo di persone poco raccomandabili. La rabbia dei residenti è arrivata al culmine tanto che una delle residenti ha scritto al sindaco Ilaria Bugetti, senza avere risposta. "Le avevo già scritto per raccontarle di una situazione ormai intollerabile, fatta di persone straniere che spacciano, si ubriacano e che provocano risse in pieno giorno – scrive la residente –. Le avevo inviato anche foto di come lasciano le nostre strade e le avevo raccontato di violenze fisiche e verbali che accadono ogni giorno. Lei mi aveva cortesemente spiegato, che purtroppo, queste situazioni non ci sono soltanto nella mia zona, ma capitano ovunque e che sfortunatamente, gli agenti di polizia non sono sufficienti per intervenire su tutti gli episodi. Allo stesso tempo però, mi aveva promesso che avrebbe aumentato la vigilanza, che avrebbe incrementato gli agenti e di tenerla aggiornata se non fosse cambiato niente. Cara sindaca, ovviamente , niente è cambiato". La cittadina racconta alcuni episodi avvenuti di recente come atti osceni in strada, aggressioni fisiche e verbali ai passanti che si ritrovano ad avere paura in pieno pomeriggio. "Onesti lavoratori che chiamano la polizia perché sono stufi e che vengono minacciati davanti ai poliziotti che non scendono nemmeno dalla macchina ma osservano la scena da lontano senza intervenire. Lavoratori, che portano via l’incasso della loro attività alle 4 del pomeriggio perché hanno paura di essere derubati", aggiunge.

La donna racconta di gente che fa i bisogni sui marciapiedi, di drogati che si fanno in strada. "Queste persone ormai non hanno più paura della polizia, dello stato perché sanno che non “gli fanno nulla”", spiega.

"Cara sindaca, un tempo dalle finestre delle nostre case si vedeva gente per bene – prosegue la cittadina – oggi vedo solo disonesti, criminali e irrispettosi che spacciano, urlano, si aggrediscono tra loro. Ed è inutile chiamare le forze dell’ordine di notte perché ti rispondono che hanno poco personale nelle ore serali (le più importanti), che gli agenti sono impegnati nel Settembre pratese, che c’è il temporale, di mandare una e-mail perché la chiamata di un solo cittadino non basta. Bisogna aspettare il morto? La prego di illuminarmi perché parlo a nome di molte persone, e siamo stanchi e nauseati da una città che va sempre più alla deriva. Siamo diventati ospiti a casa nostra. Una volta mi piaceva Prato, non ho mai pensato di andare via o di trasferirmi, ma onestamente a oggi, sono molto delusa da quello che questa città sta diventando", conclude.