Distretto in ginocchio. Confindustria avverte:: "Il bilancio dei danni è già pesantissimo"

Il rischio è di andare incontro al fermo di produzione. Un modulo per segnalare la distruzione causata dall’invasione di acqua e fango.

Distretto in ginocchio. Confindustria avverte:: "Il bilancio dei danni è già pesantissimo"
Distretto in ginocchio. Confindustria avverte:: "Il bilancio dei danni è già pesantissimo"

Piove sul bagnato, è il caso di dirlo. Il distretto tessile, già in affanno per via di uno stallo conclamato, deve far fronte ad una "bella botta", come ha detto il sindaco Matteo Biffoni con "le imprese che hanno ricevuto un morso nella carne del sistema produttivo". Intenso il lavoro dell’assessore Benedetta Squittieri che ieri ha dato il via a monitoraggi con associazioni di categoria e sindacati per capire la dimensione del fenomeno che ha colpito duro in particolare a Santa Lucia, a Montemurlo, a Campi Bisenzio e in Vallata. Ad Usella, trai più danneggiati dalla tracimazione del torrente Cambiaticcio è stato lo stabilimento di Beste che ha causato "l’allagamento del piano terra dei locali con almeno un metro d’acqua e fango.Ciò che più conta è che tutto il nostro prezioso personale, che al momento dell’evento stava svolgendo il turno di notte, è stato messo in salvo in tempi rapidi. Purtroppo, l’impatto è stato significativo e lo stabilimento è attualmente inagibile", dicono da Beste. Ieri mattina decine di dipendenti si sono resi disponibili "per avviare la ripulitura dello stabilimento per poi procedere con la ripulitura approfondita, seguita dalla verifica delle condizioni degli impianti, dei macchinari e dalla riattivazione della fornitura di energia elettrica, distaccata per motivi di sicurezza". Gli altri due stabilimenti di Beste "dedicati alla logistica di materie prime e abbigliamento, non sembrano aver subito danni apparenti e sono operativi". Un quadro disastroso quello che emerge dalle prime verifiche di Confindustria Toscana Nord in cui emergono danni in molti casi anche gravi con difficoltà a gestire la fase successiva all’alluvione, con fango e detriti da rimuovere e con servizi essenziali come acqua potabile, energia elettrica, reti di comunicazione che in alcuni luoghi sono assenti o limitati.

"Preoccupano in prospettiva i gravi danneggiamenti agli impianti, che rischiano di rimanere inattivi dato che per alcuni di essi i ricambi erano già di difficile reperimento, per cui sono probabili fermi di produzione – si legge in una nota di Ctn – Un altro forte elemento di criticità è dato dagli effetti delle relazioni di filiera interne: imprese che sono rimaste indenni dagli effetti diretti dei fenomeni potrebbero subire rallentamenti o fermi della produzione per i danneggiamenti subiti da fornitori o clienti". Secondo Ctn "l’entità dei danno è stimabile, almeno per ora, nell’ordine di molte decine di milioni di euro". Ctn, in coordinamento con alcune amministrazioni locali, è impegnata a raccogliere prima possibile dati che consentano di quantificare i danni, ai fini della richiesta di misure di ristoro e di attivazione degli ammortizzatori sociali: "L’appello che rivolgiamo alle imprese è di compilare, se possibile entro oggi ma comunque con la massima celerità, il modulo che abbiamo posto a disposizione di tutte le imprese, socie e non, sulla home del nostro sito www.confindustriatoscananord.it", conclude Ctn.

"La Regione ha già chiesto la calamità al Governo e Alessandro Bensi, consigliere nazionale dei consulenti del lavoro, si sta adoperando per fare richiesta della cassa integrazione in deroga continua", fa sapere la consigliera regionale Ilaria Bugetti. La tempesta Ciaran ha colpito la Mariplast di Montale: "L’Agna ha rotto all’altezza dell’azienda abbattendo il cancello e portando via auto e furgone – dice Fabia Romagnoli, titolare e vice presidente Ctn – Speriamo che l’energia elettrica venga ripristinata presto. Molta merce pronta è andata distrutta; non ci possiamo permettere di stare fermi. Ok per ristori ed ammortizzatori sociali, ma il primo vero intervento è lavorare alle infrastrutture e ripartire con la corrente, l’acqua e la viabilità".

Sara Bessi