Prato, 2 ottobre 2021 - Sono 27 i casi di contagio registrati a scuola solo nella settimana che andava dal 22 al 28 settembre. L’Asl Toscana Centro monitora settimanalmente l’impatto che il Covid ha sulla didattica e in appena sei giorni in 27 tra studenti e insegnanti hanno contratto il virus facendo scattare la quarantena per 600 alunni costretti di nuovo alla dad.

Il 22 settembre sono stati registrati 8 casi positivi tra gli studenti, il 23 l’Asl ne ha certificati 6, addirittura 7 casi il giorno 27 settembre e 2 casi si sono registrati il 28 settembre. Numeri che devono tenere conto del bacino di 40.000 persone tra studenti e insegnanti che ogni giorno si incontrano nelle aule delle scuole pratesi.

La Fondazione Gimbe ha indicato nel 4%, a livello nazionale, il numero delle classi in quarantena a causa del contagio Covid. Quindi Prato con 27 classi isolate è ben al di sotto della soglia italiana. Ma la diffusione del virus nei corridoi degli istituti preoccupa ed è un fenomeno che richiede un monitoraggio costante.

Proprio per evitare che i contagi aumentino e che si debba ricorrere a misure più stringenti, al contrario di quanto ipotizzato nei giorni scorsi, la Regione ha deciso di rinunciare a ogni forma di alleggerimento delle quarantene scolastiche (che avrebbero imposto l’isolamento ai soli vicini di banco dei positivi e non a tutta la classe).

Questo anche perché la stagione che bussa alle porte è la più preoccupante in termini di contagi. Novità comunque ci saranno la prossima settimana quando il governo introdurrà un pacchetto di norme in materia: probabile una distinzione di regole per vaccinati e non vaccinati.

Il Covid continua comunque a tenere in scacco le scuole e, solo nell’ultima settimana, per 600 alunni, dalle elementari alle superiori, è tornato l’incubo dad. Ma per un tempo più breve rispetto al passato. Erano già cambiate infatti le regole della quarantena che hanno dimezzato l’isolamento per i contatti stretti. Sette giorni per chi ha concluso il ciclo vaccinale con due dosi, 10 giorni per gli altri. Al rientro in classe è d’obbligo il tampone negativo.

Intanto sempre in tema di Covid e scuole, al Marconi si sono sollevate proteste da parte di alcuni docenti costretti a fare lezione in aule senza finestre, ma dotate solo di lucernario. Il preside Paolo Cipriani, impegnato in prima linea, aveva richiesto alla Provincia lavori di adeguamento ad agosto, ma a causa di problemi burocratici che non dipendono dalla scuola i cantieri sono slittati.

Per aumentare la sicurezza degli studenti ha permesso alle due classi di fare lezione con le porte aperte (si tratta di stanze di oltre 40 metri quadrati), oltre ad aver installato in ogni aula un sanificatore in modo che ci sia sempre un ricircolo d’aria. L’alternativa sarebbe stata quella di sistemare le due classi in un plesso distaccato.