Prato, torna "Aprto. Aperture del contemporaneo"

Domenica 3 marzo la seconda edizione. Coinvolte otto realtà attive nella produzione e nella promozione dell’arte contemporanea in città

Il 3 marzo torna "Aprto. Aperture del contemporaneo"

Il 3 marzo torna "Aprto. Aperture del contemporaneo"

Prato, 28 febbraio 2024 - Domenica 3 marzo dalle 11 alle 21 torna "Aprto. Aperture del contemporaneo a Prato", giornata di aperture condivise promossa da spazi indipendenti attivi nella produzione e nella promozione dell’arte contemporanea in città. La seconda edizione si espande coinvolgendo otto realtà e altrettanti diversi luoghi della città, intrecciandosi nel corso della mattinata con la tradizionale sfilata del Capodanno cinese che dal Macrolotto Zero arriva nel centro storico. Ognuno degli spazi promotori - SC17, Lottozero, ChorAsis, Estuario Project Space, Dryphoto, Spazio Materia, Open Studio Italo Bolano, Moo - partecipa con un’apertura straordinaria a ingresso libero legata a un evento, una performance o una mostra. Aprto è coordinato da Chiara Bettazzi (SC17), Alessandra Tempesti (Lottozero) e Gabriele Tosi (Toast APS) in collaborazione con il comune di Prato. Nato in un contesto urbano dalla forte vocazione al contemporaneo, il progetto ne intercetta alcune delle espressioni autonome più significative, tra le quali vi sono entità sia consolidate e radicate nel tessuto pratese sia emergenti. Anagramma del nome di Prato, Aprto suggerisce, anche attraverso un gioco di parole contraddistinto dalla difficoltà di pronuncia, l’attenzione per i linguaggi sperimentali con la loro voglia di aprirsi all’altro e al territorio. Le storiche presenze artistiche istituzionali locali, infatti, hanno coltivato un sottobosco fiorente, fatto spesso di attori anche maturi e di gruppi che agiscono in maniera trasversale. Aprto evidenzia la permeabilità della scena artistica di Prato e, ritenendola un valore, la sua diversità e ricchezza in fatto di approcci, contenuti, proposte. L’idea è inoltre contribuire alla creazione e al rafforzamento di esperienze di rete, favorendo lo scambio e il senso di appartenenza a una stessa comunità da un lato, promuovendo dall’altro una maggiore percezione della vivacità della proposta indipendente e sperimentale locale in pubblici vecchi e nuovi. “La seconda edizione di Aprto allarga la partecipazione, coinvolge molti più spazi, luoghi e soggetti del contemporaneo, a testimonianza di una vivacità sempre maggiore del tessuto connettivo della città”, le parole di Simone Mangani, assessore alla Cultura. 

Le tappe

Durante Aprto il percorso di visita può iniziare in qualunque punto. Partendo ad esempio dalla zona a est della stazione centrale, negli spazi di Villa Rospigliosi prosegue la programmazione di ChorAsis con la mostra Ogni riferimento a persone o cose è puramente casuale dell’artista pratese Franco Menicagli, che proprio in occasione di questa giornata si arricchisce di un nuovo video. Al di qua del Bisenzio, Open Studio Italo Bolano presenta Refrattario a cura di Erica Romano con i risultati di una residenza di Gabriele Diversi, promossa dalla Fondazione Italo Bolano, che collega Prato con l’isola d’Elba – luogo di nascita di Diversi e Bolano - e Montelupo Fiorentino, dove l’artista ha condotto un lavoro sulla ceramica. Attraversando il centro storico, incontriamo quanto risulta dall’invito che Spazio Materia ha rivolto al fiorentino Giovanni De Gara, che in Mio cv sintetico e non troppo bello racconta con ironia la condizione di outsider dell’artista nel presente, e che Spazio Moo ha diretto invece all’artista Marco Mazzoni, che in What are you looking for? riflette sulla memoria personale e sugli strumenti con la quale la custodiamo.

Più a nord, Lottozero presenta Second Skin, mostra a cura di Alessandra Tempesti che presenta una performance interattiva di Hannes Egger, che coinvolge il pubblico in una riflessione sul valore esistenziale che l’indumento, sia il proprio sia quello di seconda mano, porta con sé. A Chinatown Dryphoto propone un Poetrick, un trucco poetico dell’artista Stefano Calligaro, materializzato dalla curatrice Serena Becagli sulla possibilità di cura e tenerezza nel rapporto con lo spazio pubblico. All’interno di Officina giovani incontriamo Estuario Project Space, che chiama diverse figure della scena culturale locale a intervenire nel simposio Traslazioni. A fianco, SC17 unisce in TAI Club a cura di Gabriele Tosi una mostra ‘fantasma’ creata ripercorrendo i 9 anni di vita del progetto Tuscan Art Industry attraverso il suo archivio e, a partire dalle ore 21, il live Kronos del collettivo plurale nell’attiguo locale Capanno Black Out, dove il pubblico è invitato a ballare in chiusura della giornata di Aprto.