Due fasi per un dominio. Le ragioni del Pontedera

Contro l’Entella la squadra di Canzi ha comunque sempre fatto la partita. E oggi alle 18 in Liguria la possibilità del riscatto negli ottavi di Coppa Italia.

Due fasi per  un dominio. Le ragioni del Pontedera
Due fasi per un dominio. Le ragioni del Pontedera

Operazione riscatto immediato. Oggi alle 18 il Pontedera ha subito l’occasione per vendicarsi sportivamente della sconfitta di sabato sera contro l’Entella. I granata sono infatti ospiti dei liguri nella gara secca degli ottavi di finale della Coppa Italia e, anche se assisteremo ad un ampio turnover, possono far tesoro della beffa di tre giorni fa, maturata nel primo tempo su un rigore di Zamparo (20°) in una gara che può essere analizzata individuando due fasi.

PRIMA FASE 1°-20° minuto. L’avvio è stato equilibrato, con il Pontedera che prima dello svantaggio ha avuto le occasioni migliori per passare, con la traversa di Ianesi (9°), un tiro a lato di Ignacchiti (14°) e una conclusione ravvicinata di Nicastro (18°) sulla quale De Lucia si è opposto con un intervento prodigioso. Poi l’episodio del rigore, rimasto dubbio (l’impressione è che Faggioli si sia messo davanti alla palla e quando ha sentito il contatto di Martinelli si è gettato a terra) ma rilevato da un direttore di gara lontano almeno 20 metri dall’azione incriminata e non dal suo collaboratore, ben più vicino. La conclusone vincente dagli undici metri è stata l’unica effettuata verso Stancampiano, che in precedenza aveva dovuto raccogliere soltanto un paio di comodi palloni. La partita offensiva dell’Entella si è conclusa qui.

SECONDA FASE 21°-95° minuto. Da quel momento e sino alla fine c’è stato un copione unico: Pontedera ad attaccare col suo 3-4-2-1 rimasto tale fino a quando all’ingresso di Fossati (74°) e Delpupo (83°) lo ha trasformato in un 4-2-4 che mutava in un 2-5-3, ed Entella che ha abbassato il baricentro, confidando nella giornata di grazia del suo portiere De Lucia (e così è stato) e difendendosi sempre col 5-3-2. Con la sua linea difensiva è stata brava ad aggredire gli attaccanti granata e a chiudere ogni varco, aiutata in mediana da un Petermann, abile a schermare i palloni che potevano arrivare a Nicastro & Co. La squadra di Canzi, nonostante l’esito finale negativo, ha comunque dimostrato di avere raggiunta una completa maturità nell’affrontare questo tipo di gare e di avere ormai acquisita una sua filosofia di gioco sia in casa che fuori e di non subire l’avversario (Torres a parte). E se la fase difensiva, pur con l’assenza di Espeche, si è confermata ormai consolidata anche davanti a "mostri sacri" dell’attacco quali Zamparo, Faggioli, Santini o Mosti, dal punto di vista realizzativo continua a segnare meno di quanto produce. Dovrà essere più brava a chiudere l’azione.

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