Villa di Ulignano, il futuro. In vendita le dependance

Sono tre le unità immobiliari finite all’asta per un valore di 765mila euro. Si tratta di uno degli immobili più importanti del XVII secolo volterrano.

Villa di Ulignano, il futuro. In vendita le dependance

Villa di Ulignano, il futuro. In vendita le dependance

In vendita le dependance della villa di Ulignano tra Volterra e San Gimignano. Sono tre le unità immobiliari finite all’asta per un valore di 765 mila euro con un’offerta minima di 573.750 euro. Si tratta di parte del patrimonio immobiliare di una delle ville più importanti del volterrano, risalente al XVII secolo. I beni in vendita sono tre e costituiscono un unico lotto; il 18 settembre saranno esaminate le offerte ricevute. Si tratta di un edificio in muratura di forma irregolare composto da tre unità immobiliari (due abitazioni e un’unità accessoria) un magazzino, un appartamento e un fabbricato civile. Depandance che fanno parte della villa cara al mondo del cinema italiano che dista a soli 12 chilometri dal colle etrusco. Sul sito internet della villa, inserita nel prestigioso registro italiano delle dimore d’eccellenza, se ne può leggere la storia.

La Villa di Ulignano fu costruita nei primi del XVII secolo da un’antica casata di Volterra, la nobile famiglia Inghirami. Il personaggio più illustre di questa famiglia fu Jacopo Inghirami, ammiraglio dei Cavalieri di Santo Stefano e Governatore della città di Livorno. Fu lui a far costruire la villa affidandone il progetto all’architetto Gherardo Silvani. Un edificio nobiliare ma in collegamento continuo con la campagna che lo circonda. Una doppia anima che fece innamorare Luchino Visconti, a Volterra per girare Vaghe stelle dell’Orsa, vincitore del Leone d’Oro alla 30a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

"Il suo produttore era Franco Cristaldi – si legge ancora tra le righe che raccontano la storia della villa –, uno dei più grandi produttori italiani che ci ha regalato alcune tra le più belle storie che il cinema italiano sia stato in grado di raccontare. Cristaldi non produsse solo il film ma finì col diventare il nuovo proprietario della Villa di Ulignano vincendo con la migliore offerta ad un’asta pubblica. Da quel momento si aprì una nuova era per la Villa dove il tempo era dedicato a pensare, respirare e fabbricare cinema. I suoi incantevoli panorami, la pace e la bellezza incontaminata favorirono la nascita di preziose collaborazioni e di indimenticabili sceneggiature. La Dolce Vita aveva varcato i confini di Roma per raggiungere questo remoto angolo di Toscana senza più abbandonarlo".

Sarah Esposito