Buti, 30 agosto 2015 - Di trovate originali per un matrimonio se ne sono viste tante ma quella andata in scena – è proprio il caso di dirlo – ieri al teatro «Di Bortolo» di Buti per lo sposalizio di Filippo Soldaini e Giulia Zucconi (livornesi ormai da anni trapiantati a Milano, dove gestiscono una scuola di danza e con origini butesi da parte di lui) ha tutti i connotati dell’unicità. Prima del fatidico «sì» infatti gli invitati, ignari di quanto stavano per vedere, hanno assistito ad uno spettacolo teatrale che ripercorreva la vita dei due sposi interpretato da attori professionisti

Un modo originale e sicuramente coinvolgente per condividere e rivivere con amici e parenti un percorso di vita. Non è finita qui però. Filippo e Giulia hanno pensato di andare oltre, provando a fare di questa idea per il loro matrimonio un format da commercializzare. In rete si trova già il sito www.matrimonioateatro.com. E’ ancora incompleto ma ci sono già molte caratteristiche del progetto, che verrà presentato ufficialmente a Milano nel mese di settembre. Quello di ieri a Buti è stato quindi una sorta di numero zero, in cui i due sposi/imprenditori hanno potuto, grazie al loro team, girare tante immagini e scattare tanto foto per poi comporre il video promozionale e la gallery illustrativa di ‘Matrimonio a teatro’.

«Ci abbiamo lavorato per due anni – dice Filippo Soldaini, lo sposo – e praticamente i preparativi per il matrimonio sono andati parallelamente a quelli per l’elaborazione del progetto. Oggi (ieri ndr.) c’è la preoccupazione legata al materiale da raccogliere, al progetto lavorativo insomma ma anche una carica emozionale fortissima, perchè alla fine mi sposo davvero». Queste le parole di Filippo prima di dire si alla sua Giulia e dopo che il sipario si era chiuso al termine dello spettacolo sulla loro vita. Tanti applausi e tanti lacrimoni in platea per un’esperienza che ha la capacità di farti rivedere un pezzo della tua vita, visto che sul palco gli attori hanno interpretato anche amici e parenti che erano seduti in platea. Presto tanti altri, se lo vorranno, potranno decidere di rivedere la propria «storia» rappresentata a teatro prima di sposarsi.