Primarie Pd roventi: "Non cerco le polemiche. Servono confronto e idee"

Vincenzo Mastroianni: "A Giglioli il partito ha chiesto di fare un passo indietro". Cosa accadrà? "Questa deve essere l’occasione per dialogare con il territorio".

Primarie Pd roventi: "Non cerco le polemiche. Servono confronto e idee"
Primarie Pd roventi: "Non cerco le polemiche. Servono confronto e idee"

di Carlo Baroni

SAN MINIATO

Vincenzo Mastronianni è pronto alla corsa delle primarie che sceglieranno il candidato sindaco del centrosinistra a San Miniato. Si è già dimesso da segretario Pd. Ma, prima di partire, manda un messaggio chiaro: "Non sono qui per attaccare il sindaco e trasformare quella che deve essere una fase costruttiva con il territorio, in un duello. Simone Giglioli, sia chiaro, fa parte del mio stesso partito e abbiamo un obiettivo comune, quello di fare le giuste scelte per non consegnare il Comune al centrodestra".

Però siamo arrivati alle primarie: situazione anomala con un sindaco al primo mandato. Quali problemi sono emersi?

"E’ anomala, ma necessaria. Abbiamo effettuato una consultazione ampia, interna ed esterna al partito, che ha coinvolto anche il mondo associativo. Questa consultazione ha fatto emergere che la candidatura di Simone Giglioli presentava molte criticità, ovvero non era forte di quel consenso sul territorio che serve al partito per andare con tranquillità alle urne delle prossime amministrative".

A quel punto avete cercato altre figure da proporre come candidato sindaco?

"Si, abbiamo contattato alcune persone che, secondo noi, avrebbero riscosso ampio consenso, oltre ad avere preparazione e capacità. Ma per motivi personali non hanno dato la disponibilità. Abbiamo chiesto anche a Giglioli, davanti ai risultati di queste consultazioni, di fare un passo indietro. Ma non ha voluto ed ha scelti di tirare dritto per la sua strada. A quel punto, in quanto segretario dell’Unione comunale, un numero significativo di esponenti del partito, mi ha chiesto di scendere in campo ed ho ritenuto giusto farlo: così Giglioli ha chiesto le primarie. Le ha chieste lui, non io".

Che consenso ha trovato la sua candidatura nel Pd?

"Su 61 membri dell’assemblea ho raccolto 33 firme, siamo oltre il 50%. Sono certo che se invece di firmare si votava a scrutinio segreto, i numeri sarebbero stati anche più alti. Anche questo dato, secondo me, avrebbe dovuto far riflettere Giglioli che, addirittura, non ha ritenuto valide le consultazioni – e quanto è emerso – che il partito ha fatto circa la sua ricandidatura per il secondo mandato. E’ per tutto questo che siamo arrivati fin qui".

Le consultazioni su quali argomenti si sono concentrati?

"Sul lavoro della giunta, del consiglio comunale, i rapporti con i cittadini, la gestione della macchina comunale e della comunicazione: le valutazioni negative emerse ci hanno fatto capire che è necessario un cambio di rotta".

Ora vi aspetta una prima campagna elettorale

"Ma guardi, non sarà una perdita di tempo. Servirà a riprendere il contatto con il territorio, il dialogo mancato con le comunità e con i suoi bisogni. Andremo nei circoli, parleremo con le persone, ascolteremo cosa serve e cosa non ha funzionato e va cambiato. Le primarie dovranno essere quella giusta scossa per arrivare nel miglior modo possibile alle elezioni. Non dovranno essere divisive e laceranti come avvenne nel 2009: farò di tutto perché questo non accada. Lo scopo deve essere quello di far decidere all’elettorato quale figura ritengono adeguata al momento che stiamo vivendo per candidarla a sindaco"

Lei ha detto: "io e Simone siamo dello stesso partito e lottiamo per lo stesso obiettivo". E invece quale differenza c’è fra voi?

"Io, da parte mia, propongo il fare, l’ascolto, l’operatività: pochi discorsi e fatti. E cittadini al primo posto. La gente chiede risposte ed è stanca delle promesse e dei rimandi, ci sono problemi incancreniti da risolvere. Piccoli e grandi".