Il Palazzo rosa sarà liberato. Brogi: "Fuori dal tunnel". La Lega: "Soldi buttati"

La Regione metterà sul piatto 200mila euro per pagare affitti o acquisti di case. Il carroccio: "Gli aiuti vanno dati alle famiglie meritevoli. Così avremo più problemi"

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Ponsacco (Pisa), 9 maggio 2023 – «Finalmente iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel", sono le prime parole della sindaca di Ponsacco Francesca Brogi a seguito dell’accordo siglato ieri a Firenze che libererà il palazzo di via Rospicciano a Ponsacco. E’ questa la finalità dell’accordo sottoscritto ieri da Regione Toscana, Società della Salute Alta Val di Cecina-Valdera e Comune di Ponsacco. Per sostenere concretamente il nuovo percorso la Regione interverrà direttamente a favore dei servizi territoriali con un contributo straordinario di 200.000 euro. Cifra che servirà, alle famiglie che ne avranno i requisìti (tra cui la presenza di minori o persone con fragilità) per lasciare il Palazzo rosa e trasferirsi altrove. Tre saranno le opzioni che si troveranno davanti con i soldi che riceveranno dalla Regione: acquistare una casa, affittare un appartamento o pagare il trasloco per tornare nel Paese di origine.

Al momento , il progetto è nella fase embrionale e il patto di ieri serve a creare una “squadra“ che dovrà trasformare il piano, nei prossimi mesi, nella fase operativa. Il “tesoretto“ servirà a dare una svolta a un immobile privato, tristemente noto alle cronache locali e nazionali, dove abitavano 240 persone di dodici etnie diverse, italiane anche, la maggior parte rom. La sindaca ha accennato, durante la conferenza stampa, anche alla rigenerazione di quello spazio urbano, dopo che l’immobile sarà messo all’asta, per ospitarvi anche locali con funzioni pubbliche.

«E’ questa la conferma – aggiunge Matteo Franconi, presidente della Società della salute e primo cittadino di Pontedera – di come le società della salute siano una strumento essenziale per il governo del territorio".

Non si sono fatte attendere le reazioni della minoranza, questa volta di Pontedera. "Il sindaco di Pontedera in qualità anche di presidente della Sds dichiarò, rispondendo ad una nostra interrogazione, “faremo la nostra parte” – tuona la Lega di Pontedera – I problemi sociali igienici e di sicurezza che queste famiglie hanno creato sono cronaca quasi quotidiana. Ricollocare nei comuni limitrofi con denaro pubblico è solo un modo per estendere il problema. Avremo più problemi di prima, i soldi pubblici dovrebbero essere impegnati per chi merita. Aiutiamo le famiglie che non hanno precedenti penali e che vogliono integrarsi nel nostro tessuto. Pontedera ha già tanti problemi e tante famiglie da aiutare".