Maxi centrale di accumulo: "Pronti a dare battaglia"

Il comitato di Acciaiolo affila le armi e sta preparando iniziative a tutto campo. Sarebbe già pronto un piano di espropri: "Anche su questo serve chiarezza".

Maxi centrale di accumulo: "Pronti a dare battaglia"

Una centrale di accumulo

FAUGLIA

"Il primo obiettivo l’abbiamo raggiunto: informare tutta la nostra comunità di quello che accadrà ad Acciaiolo, visto che nessuno glielo diceva". Parole del comitato spontanei di cittadini che affila le armi per battersi contro quello che ha definito fin da subito "Il mostro delle Colline": ostruzione di un impianto di accumulo a batteria (Bess) da 50 Mw progettato da Fotowatio, controllata spagnola della saudita Abdul Latif Jameel il cui chairman è Mohammed Abdul Latif Jameel. Un impianto costituito da container che, in questo caso, sono 56 e contengono enormi batterie. Un’operazione di enorme portata: ben 53 milioni di euro per la realizzazione. "Nei prossimi giorni torneremo a riunirci per definire i prossimi passi – spiega uno dei membri del comitato, Mileo Ranieri -. Ci muoveremo in tutte le direzioni possibile per fermare questo disastro dal punto di vista ambientale".

E’ stato il Mase (il ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) a rilasciare l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto: ad informare i cittadini è stato il sindaco Alberto Lenzi. Che nei giorni scorsi ha chiarito questo aspetto: "La parte politica dell’amministrazione ha informato i cittadini quando è venuta a saperlo. Gli atti amministrativi citati quale presunta prova di una nostra precedente conoscenza, erano stati gestiti dagli uffici nell’autonomia che la legge prevede. E la giunta, anche in ragione dell’interesse pubblico che la documentazione evidenziava, non era stata informata".

Il mega si comporrà anche di una stazione elettrica per il collegamento alla Rete di Trasmissione Nazionale; una linea di collegamento in cavo interrato; una strada di accesso all’impianto, di nuova realizzazione su terreno privato, lunga 850 metri e larga 4. Operazioni per le quali, laddove necessari, potrebbero partire a breve gli espropri necessari. "Anzi – dicono al comitato – sembra che ci sia già un piano di espropri, non abbiamo ancora capito bene con quale fine". Il caso ad Acciaiolo è ha preso piede molti mesi fa: l’impianto nascerà su un terreno agricolo di poco più di due ettari il cui iter per l’acquisto sarebbe iniziato addirittura nel 2022. "Ma sembra – dicono al comitato – che questo, forse, non sarà l’unico impianto di accumulo che interesserà le colline pisane. Cercheremo di fare rete con altri territori eventualmente interessati alla vicenda". La battaglia è solo all’inizio.

Carlo Baroni