
Mattia Giani, morto il 14 aprile
I consulenti tecnici nominati dal pubblico ministero della Procura di Firenze – si apprende – hanno chiesto una proroga di due mesi. Tanto ci vorrà ancora per sapere perché Mattia Giani è morto, e per sapere se ci siano delle responsabilità ed eventualmente di chi. Il giovane attaccante del Castelfiorentino è stato colto da un malore fatale domenica 14 aprile, mentre disputava una partita sul campo del Lanciotto a Campi Bisenzio.
Intanto però c’è un’importante novità che impone regole stringenti per la sicurezza durante le gare. Dopo la morte di Giani – un giovane molto amato ed apprezzato – cambia la norma: in Eccellenza diventano obbligatori il medico o l’ambulanza con defibrillatore nelle gare a partire dalla nuova stagione. L’inosservanza di questa norma porterà, appunto - secondo quanto stabilito – all’annullamento della gara in programma e alla sconfitta a tavolino per la squadra di casa.
A Campi Bisenzio, quando si era sentito male il ventiseienne il ritardo si era rivelato fatale. Al Lanciotto Campi, era stata inflitta una sanzione di 400 euro, poi ridotta. La proposta avanzata dal Comitato regionale toscano della Lega nazionale dilettanti, ovvero "partita persa senza ambulanza o medico, non più solo sanzioni" è diventata una regola, a livello nazionale. Quindi entra in vigore questa norma importante perché potenzialmente salvavita. Intanto dal punto di vista delle indagini sulla morte di Giani – per ora non ci sono indagati – per conoscere gli esiti degli esami bisognerà aspettare ancora un po’. Nel quesito formulato dal pm si chiede di individuare le cause della morte. E soprattutto di accertare l’eventuale responsabilità di terze persone nel decesso. Assistita dall’avvocato Duccio Baglini, anche la famiglia Giani ha nominato un proprio consulente per l’autopsia.