REDAZIONE PONTEDERA

Il distretto fra crisi e allarme sociale. I sindaci del Cuoio dal ministro Urso: "Certezze sui sostegni al territorio"

Il 3 ottobre il faccia a faccia a Roma. Mentre cresce la preoccupazione e i sindacati lanciano grida di aiuto

Un’immagine di Lineapelle che ha chiuso i battenti giovedì sera

Un’immagine di Lineapelle che ha chiuso i battenti giovedì sera

La crisi che morde. Ogni giorno di più. Il grido dei sindacati che chiedono di accelerare i tempi perché la vera ondata dei licenziamenti potrebbe arrivare presto. Per tutto questo – una congiuntura che oltre alle conseguenze economiche potrebbe scatenare un dramma sociale – i sindaci del Cuoio vanno a Roma per un faccia a faccia con il ministro Urso. Obiettivo: tornare a casa con delle risposte concrete, ma soprattutto con una prospettiva chiara su come sostenere le aziende fino a quando arriveranno i primi segnali di ripresa. L’idea di provare a rivolgersi direttamente al ministero, era maturata durante un incontro che i sindaci fecero circa due settimane fa in comune a Santa Croce per parlare proprio dei temi economici e di come intervenire. In quell’occasione il sindaco di Castelfranco, Fabio Mini propose un incontro direttamente con il ministro Urso tramite il consigliere regionale Diego Petrucci: "La mia logica – spiega Mini - era intervenire in modo compatto dal territorio e soprattutto in modo che tutti i sindaci potessero essere presenti, perché non si può pensare di uscire da questa crisi se non siamo tutti uniti e non condividiamo strategie politiche ed economiche. A quel punto, vista la disponibilità di tutti ad affrontare questo incontro mi sono attivato. Ora il 3 ottobre dovremo presentarci con le idee chiare dal ministro Urso". L’obiettivo qui non è politico ma è economico, ovvero avere un sostegno da parte del governo per restare in piedi e farsi trovare pronti quando i mercati parleranno di ripresa. Secondo gli analisti non prima della prossima primavera. "Non so cosa ci proporrà il ministro – spiega il sindaco di Santa Croce Roberto Giannoni – ma sicuramente aver l’opportunità di esprimerci tutti e sei direttamente con il capo del dicastero è strategica e da cogliere al volo- Per questo ringrazio il collega Mini per il lavoro fatto per ottenerla".

Il quadro congiunturale è molto complesso. Al rientro dalle ferie i sindacati hanno trovato altre 34 richieste di licenziamento. Ma l’aspetto ancora più grave è che senza gli ammortizzatori sociali, i rappresentanti dei lavoratori ritengono che c’è il rischio di perdere il 30% della forza lavoro nella filiera della moda della zona: 1800, dunque, i posti a rischio. Nei giorni scorsi il governo, comunque, ha già dato disponibilità ad intervenire.

C. B.