"Il Comune fermi le esumazioni". Cimitero, appello dei parenti

Per i cittadini le salme non possono essere spostate. "Chi pagherà i danni"

"Il Comune fermi le esumazioni". Cimitero, appello dei parenti

Un gruppo di parenti chiede al Comune di bloccare l’esumazione e ha scritto all’amministrazione comunale

Una lettera rivolta al Comune per chiedere di interrompere le esumazioni. Succede a Cevoli, frazione del Comune di Casciana Terme Lari, dove un gruppo di cittadini si ritrova a scrivere al sindaco Mirko Terreni e agli uffici per impedire che i loro cari sepolti al cimitero vengano esumati. "I sottoscritti, familiari di defunti sepolti nel cimitero di Cevoli e per i quali è già prevista una esumazione da realizzare a breve termine – scrivono – chiedono un rinvio delle operazioni necessarie a tale riguardo. Lo stato delle salme con analoghe date di sepoltura e recentemente già dissepolte sconsiglia infatti tale operazione e necessita, a nostro parere, un opportuno rinvio".

Un rinvio che però non c’è stato. "Non abbiamo ricevuto risposta alla nostra lettera – raccontano – così la mattina in cui erano previste le operazioni siamo andati al cimitero e le salme non erano pronte per essere spostate, esattamente come sostenevamo noi. Nel mese di marzo ci sono state tre giornate dedicate a queste operazioni, noi eravamo gli ultimi in calendario. Avendo visto però che già i defunti delle due giornate precedenti alla nostra non erano pronti per l’esumazione, abbiamo cercato di intervenire prima, per evitarci il dolore di dover vedere così i nostri cari. Non c’è stato niente da fare, non siamo stati ascoltati". Per esumazione si intende l’operazione cimiteriale che consente di recuperare i resti mortali di un defunto sepolto nel terreno dopo un periodo di tempo, stabilito per legge, non inferiore ai 10 anni. Una pratica utilizzata comunemente per fare spazio nei cimiteri. "Per la legge era passato il tempo necessario? – continuano – Il discorso è un altro, a Cevoli sapevano già che sarebbe successo quello che era accaduto nelle prime due giornate, eppure sono andati avanti. Per noi familiari è stato come rivivere lo stesso trauma del giorno in cui sono morti i nostri cari. Scriviamo affinché in futuro possa non accadere più. Adesso chi ci ripaga i danni alle nostre tombe?".