I partiti autoreferenziali che programma hanno?

Gli elettori-cittadini si chiedono e aspettano ancora di capire quale idea di città hanno le compagini protagoniste della disputa politica dei prossimi mesi. Prevale unicamente la polemica. Vedi il caso Stadio

La rubrica 'Pecore Elettriche' di David Allegranti

La rubrica 'Pecore Elettriche' di David Allegranti

Firenze, 7 gennaio 2024 – La vicenda del Franchi di Firenze potrebbe incidere non poco alle prossime elezioni amministrative. Senz’altro inciderà sulla campagna elettorale, che è appena cominciata e sarà parecchio intensa. Riassunto per i più distratti: lo stadio è da rifare e i lavori devono iniziare fra poco. Il sindaco Dario Nardella, che peraltro non ha ottenuto i 55 milioni di euro del Pnrr, chiede il rinvio della ristrutturazione di un anno. La Fiorentina incalza Comune e Governo anche perché va bene in campionato e potrebbe arrivare in Champions League; corre però il rischio di giocare contro il Liverpool o il Psg fuori Firenze. Solidarietà da parte di altre città toscane: zero. D’altronde gli altri stadi, fatiscenti, non sono messi meglio del Franchi. Per adeguare il Padovani, stadio di rugby a Campo di Marte, servono 15 milioni di euro. I fiorentini sono molto affezionati alla loro squadra e sono in gioco molti voti. Ma sarebbe riduttivo pensare che la questione del Franchi si concluda con il calcio e con la Fiorentina. La ristrutturazione dello stadio interessa anzitutto il quartiere di Campo di Marte, che è un mix di intrattenimento (impianti sportivi, strutture per concerti) e assenza di turistificazione selvaggia (di anglo-beceri non se ne vedono). I cantieri nei prossimi mesi non mancheranno, tra quelli per la preziosissima tramvia (evviva le tramvie!) e quelli per rifare lo stadio, la cui funzione eminentemente sportiva potrebbe anche essere azzerata o fortemente ridotta, ma solo se ci fosse un progetto alternativo: "Il problema è come mantenere il Franchi se non ci giocasse più la Fiorentina senza pesare sul bilancio comunale", osserva l’economista Nicola Giocoli: "Chi si presenta con un’idea imprenditoriale per usare lo stadio extra calcio, lasciandone intatta l’architettura vincolata, vince tutto - poltrona di sindaco inclusa". Fin qui però l’ipotesi, che avrebbe previsto la costruzione di un impianto sportivo fuori dal Comune di Firenze, non è stata accolta anzitutto dalla politica. La Fiorentina, come stranoto, avrebbe pagato di tasca propria un nuovo stadio. Il sindaco Nardella una volta ha detto, abbastanza incomprensibilmente per chi è anche sindaco metropolitano, che la Fiorentina è di Firenze. Come se i tanti comuni dell’hinterland fiorentino non fossero già parte della città. C’è da augurarsi che il prossimo sindaco o sindaca, chiunque sarà, mantenga intatta un’idea di visione complessiva del territorio. Sembra un po’ pittoresco infatti che si facciano grandi richiami al profilo internazionale ed europeista della città salvo poi dimenticarsene quando si pensa, più o meno esplicitamente, che i confini di Firenze si concludano all’Isolotto o a Firenze Sud. Non c’è bisogno di essere tifosi della Fiorentina o comunque appassionati di calcio per capire che un impianto sportivo può cambiare, anche in peggio, il volto di un quartiere se non dell’intera città. Non è una questione sportiva, ma sociale e politica. Fin qui abbiamo sentito molti ragionamenti sulle candidature, tra primarie mancate e incertezze nannimorettiane su eventuali discese in campo (mi si nota di più se mi candido o se non mi candido?), ma che idea hanno i partiti per la città dei prossimi anni?

pecore.elettrichelanazione.net