Ubaldo Bocci
Ubaldo Bocci

Firenze, 12 agosto 2020 - Piomba il caso Bocci nella campagna elettorale per le regionali toscane. L’ex candidato sindaco di Firenze, attuale portavoce del centrodestra nel consiglio comunale di Palazzo Vecchio, è diventato un personaggio nazionale da quando ha ammesso di aver percepito per due volte il bonus Covid per le partite Iva, ma anche un personaggio ’ingombrante’ per la coalizione d'opposizione in Palazzo Vecchio e che sostiene Susanna Ceccardi alla corsa per la poltrona di presidente della Toscana. «L’ho fatto per provocazione - ha ripetuto Ubaldo Bocci, manager, dimessosi dal cda di Azimut, un 730 da 270mila euro- per dimostrare le storture di un provvedimento governativo assurdo, senza paletti. Io quei soldi li ho dati in beneficenza come ho dato i gettoni di presenza in consiglio comunale alle onlus del territorio».

Ripensamenti? «Nessuno, semmai dovevo rendere pubblica la mia decisione quando l'ho presa e quando sono arrivati i soldi e non dirla solo ai capigruppo di Palazzo Vecchio». Col senno di poi rifarebbe tutto anche «se mi rendo conto di essere l’unico bischero, come si dice a Firenze; non ho detto bugie perché non ho proprio niente da nascondere». Ora è accerchiato dai partiti del centrodestra seppur con sfumature diverse. Lega in imbarazzo, Fratelli d’Italia spinge per le dimissioni da portavoce del centrodestra a Palazzo Vecchio, Forza Italia prende tempo. Ma lui va avanti sereno: «Nessuno formalmente mi ha chiesto niente, non ci penso proprio a lasciare l’incarico di rappresentanza della coalizione. Io rispondo alla mia coscienza in primis e mi sento a posto». Il coordinatore regionale della Lega Daniele Belotti oltre a sottolineare che Bocci non «ha la tessera del nostro partito» evidenzia: «Siamo amareggiati e sconcertati. Mi aspetterei le sue dimissioni spontanee da portavoce».

Bocci contesta chi lo ha messo nel tritacarne mediatico e replica: «Ci sono dei Robespierre che altro non vogliono che la morte della gente. Siamo in campagna elettorale e faceva comodo che qualcuno del centrodestra fosse impallinato». Alessandro Draghi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: «Gesto eticamente condannabile, sarebbe meglio un passo di lato di Bocci». Paolo Marcheschi, candidato alle Regionali per FdI: «Così non va bene, dobbiamo dare segnali diversi specialmente alla nostra gente. Come provocazione è stata scelta la strada sbagliata». Jacopo Cellai, consigliere fiorentino e coordinatore cittadino di Forza Italia: «Riflettiamo. Bocci come portavoce ha lavorato bene, pensiamo anche a questo per valutare il suo lavoro». Susanna Ceccardi sottolinea che «il legislatore doveva agire diversamente» sui bonus Iva e sposta i riflettori sul consiglio regionale: «E’inutile che oggi tutti si scandalizzino per i rimborsi chilometrici quando questa situazione va avanti da 10 anni... serve il cambiamento». Da sinistra si leva la voce del governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini: «Eh no! Se fai beneficenza la farai con risorse tue, non con il bonus ricevuto da risorse messe a disposizione dallo Stato. Quando la toppa è peggiore del buco».

E Iacopo Melio, capolista del Pd nel collegio di Firenze città ha attaccato l'ex candidato sindaco di Firenze: "Bocci è uno di quelli che hanno chiesto i 600 euro di bonus nonostante una dichiarazione di 270.000 euro annui. Mettendosi, di fatto, sullo stesso piano di quegli italiani che in questi mesi il lavoro non l'hanno avuto. Bocci si è giustificato con un credibilissimo “Li ho presi per darli in beneficenza”. Perché tirarli fuori da quei 270.000 euro, evidentemente, costava troppa fatica. E allora meglio fare come Robin Hood, solo che le casse dei “ricchi”, stavolta, sono le nostre tasse, e i “poveri” a cui dare, ancora, non si sa bene chi siano. Anche se un'idea, qualcuno, se l'è già fatta".⠀ E rivolto a Giovanni Galli: "Tu che sei candidato per la Lega alle elezioni regionali e che sei capolista come me nella circoscrizione di Firenze 1, cosa aspetti a prendere le distanze da persone come Bocci?".