Il ds Dolci insieme all’ormai ex presidente arancione, Orazio Ferrari
Il ds Dolci insieme all’ormai ex presidente arancione, Orazio Ferrari
Il futuro della Pistoiese è tutto da scrivere. La retrocessione brucia ancora, la ferita è ancora troppo fresca e ci sarà bisogno di tempo prima che si possa rimarginare. Le dimissioni del presidente Orazio Ferrari risalgono solo a pochi giorni fa e anche in questo caso è presto per dire chi arriverà a guidare la società e quale soluzione verrà trovata. L’unica cosa certa è che i colloqui sono già iniziati e che lunedì ci sarà un incontro dal sindaco Alessandro Tomasi proprio per discutere e mettere a punto quello che sarà il futuro della società. Del resto i tempi stringono perché ci sono delle scadenze da...

Il futuro della Pistoiese è tutto da scrivere. La retrocessione brucia ancora, la ferita è ancora troppo fresca e ci sarà bisogno di tempo prima che si possa rimarginare. Le dimissioni del presidente Orazio Ferrari risalgono solo a pochi giorni fa e anche in questo caso è presto per dire chi arriverà a guidare la società e quale soluzione verrà trovata. L’unica cosa certa è che i colloqui sono già iniziati e che lunedì ci sarà un incontro dal sindaco Alessandro Tomasi proprio per discutere e mettere a punto quello che sarà il futuro della società. Del resto i tempi stringono perché ci sono delle scadenze da rispettare.

Dal punto di vista puramente burocratico a giugno ci sarà una prima tranche per i pagamenti degli stipendi ed una seconda a settembre. Una scadenza che non ha mai creato nessun tipo di problema alla società arancione, che ha sempre adempiuto in maniera regolare ai pagamenti e sarà così anche questa volta. Adempimenti che tra l’altro vanno in automatico dal momento che la macchina organizzativa societaria non si ferma pur mancando il presidente. Contratti che decadono tutti al 30 giugno perché in caso di retrocessione cambia lo status e quindi non sono più in essere. Una situazione che rimarrebbe tale anche in caso di ripescaggio o riammissione della Pistoiese alla serie C.

Diciamo che non è questo ciò che preoccupa, ma piuttosto ciò che riguarda il futuro della Pistoiese. L’idea è quella di provare a salvare la categoria attraverso la riammissione oppure il ripescaggio. Due operazioni completamente diverse l’una dall’altra. La riammissione avviene in prima istanza dopo che sono state presentate le domande di iscrizione al campionato. A quel punto si avrà il numero preciso delle società iscritte (in serie C si tratta di 60 squadre). Nel caso non si dovesse raggiungere questo numero si passerebbe ad una riammissione che si basa in parte sulla classifica finale e in parte sul bacino di utenza, gli anni fatti in serie C e non ultimo i risultati che usciranno dai play out. Per gli arancioni sarebbe meglio che a scendere di categoria non fossero squadre dalle credenziali ottime da poter far valere poi in sede di ripescaggio o riammissione. La Pistoiese, tra le toscane, è sicuramente davanti a Livorno, Lucchese e Arezzo e anche questo è un buon punto di partenza.

Discorso diverso è il ripescaggio che avviene in seconda istanza, ovvero dopo che, una volta espletata l’iscrizione, le squadre vengono valutate per capire se tutte possono avere o meno la capacità di stare in categoria. In buona sostanza la solidità societaria e anche da questo punto di vista la Pistoiese parte in una situazione di vantaggio rispetto a tante altre. Il ripescaggio, a differenza della riammissione che non ha costi, andrebbe ad incidere nelle casse societarie per 300mila euro. Al momento è impossibile stabilire quale delle due opzioni potrà essere perseguita perché prima di tutto c’è da "creare" una nuova società, ma l’idea è quella di puntare ad una riammissione anche perché la Pistoiese ha le carte in regola per poterci provare.

Maurizio Innocenti