Vicofaro, la rabbia dei residenti: “Abbandonati da tutti, non si vive più così”

La riunione del Comitato: "Non sono arrivate risposte dalle istituzioni". Risse, rifiuti e una convivenza difficile che va avanti ormai da anni. Il problema degli immobili. "Le nostre case non hanno più valore"

L’assemblea del Comitato dei residenti di Vicofaro

L’assemblea del Comitato dei residenti di Vicofaro.

Pistoia, 23 febbraio 2024 – “Chiediamo semplicemente il rispetto della legalità e delle regole nel nostro quartiere. Ciò che accade ogni giorno a Vicofaro è inaccettabile, oltre che fuori dalla legge". Il comitato dei residenti di Vicofaro lancia un nuovo accorato appello alle istituzioni per intervenire sull’operato di Don Massimo Biancalani, che da anni ospita centinaia di persone provenienti da ogni parte del mondo nei locali della parrocchia. Che le persone ospitate siano troppe non lo dicono solo i residenti del quartiere, ma lo hanno stabilito anche comune e Asl in più occasioni. Don Massimo, negli anni, ha sempre difeso a spada tratta il suo operato.

«Vicofaro è una porta di accoglienza per gli ultimi, per coloro che non hanno più porte a cui bussare" ha ribadito più volte il parroco. Una linea che, da anni, è in contrasto con centinaia di residenti del quartiere. "Ci è stato dato dei fascisti, ci è stato dato dei razzisti – sottolinea Gabriele Rafanelli, uno dei promotori del comitato cittadino di Vicofaro – ma la realtà è che qui il razzismo non c’entra un bel niente: noi vediamo, ogni giorno, a pochi metri da casa nostra una condizione umana di degrado che fa spavento. Persone che orinano fuori, contro i muri, perché dentro i servizi per tutti non ci sono. Persone che si lavano all’esterno, d’inverno, con le bottigliette d’acqua versate addosso. Il problema non è che sono neri, bianchi, gialli o verdi. Quello a cui assistiamo sarebbe inaccettabile anche se fossero tutti italiani. La nostra richiesta d’intervento delle istituzioni è qualcosa che facciamo anche per loro".

In molti casi, le abitazioni dei residenti sono confinanti con quelle della canonica. "Urla, risse, odori, miasmi non si fermano di certo con un confine di proprietà – racconta un residente –. Nei dintorni si viene per forza coinvolti in quanto accade a Vicofaro. D’estate non possiamo più stare all’aperto, i giardini sono inservibili, anche una semplice finestra aperta diventa difficile da tenere. Siamo stanchi". "Non chiediamo niente di diverso dalla legalità – sottolinea Fabrizio Capecchi, residente di Vicofaro –. Sono anni che questa situazione è nota e arcinota. Eppure, dalle istituzioni non abbiamo visto nient’altro che parole. Anzi, ultimamente nemmeno quelle. Sembra che il problema si sia risolto, ma ciò a cui assistiamo tutti i giorni è vergognoso non solo per noi ma soprattutto per gli ospiti di Don Massimo. É umano far stare per anni più di cento persone in spazi che ne accoglierebbero, al massimo, un terzo?". Ci sono anche danni oggettivi di altra natura. Le agenzie immobiliari, vista la ormai nota situazione nel quartiere di Vicofaro, non prendono nemmeno in carico case in vendita o in affitto in zona.

«Se qualcuno , per qualsiasi ragione – conclude Rafanelli –, volesse vendere la propria casa può star tranquillo che non potrà farlo. Le agenzie non vogliono sentir parlare di Vicofaro. Ci sono persone che hanno fatto una vita di sacrifici e che ora si ritrovano una casa che vale zero". "Sono sicuro dei buoni intenti di Don Massimo – conclude un residente – ma il bene non può farlo sulle spalle degli altri, cioè le nostre e quelle dei suoi cosiddetti ospiti. Noi vogliamo il rispetto della legge, le istituzioni ci aiutino e non ci abbandonino in questa nostra richiesta di legalità".