Un monologo cantato che attraverso la musica - una tra quelle che in Italia ha fatto da colonna sonora a molti dei momenti personali della vita di ognuno - ragiona dell’importanza del sognare, del contributo che il sogno porta alla qualità della vita. Le canzoni sono quelle di Mina proposte da Tindaro Granata in "Vorrei una voce", nuovo appuntamento dei Teatri di confine atteso per lunedì (ore 21.15) a Villa Stonorov. Lo spettacolo è fortemente ispirato dal lungo percorso teatrale che Tindaro Granata ha realizzato al teatro Piccolo Shakespeare all’interno della Casa Circondariale di Messina con le detenute di alta sicurezza. Il fulcro della drammaturgia è il sogno: perdere la capacità di sognare significa far morire una parte di sé.
"Abbiamo messo in scena l’ultimo concerto live di Mina – ricorda Tindaro Granata – con l’idea di entrare nei propri ricordi, in un proprio spazio dove tutto sarebbe stato possibile, recuperando una femminilità annullata, la libertà di espressione della propria anima e del proprio corpo. Mi sono trovato, con loro, a cercare il senso di tutto quello che avevo fatto fino ad allora. In "Vorrei una voce" in scena ci sono solo io, delle ragazze mi porto i loro occhi, i gesti, le loro lacrime e i sorrisi. Grazie a loro racconto storie di persone che dalla vita vogliono un riscatto importante: vogliono l’amore per la vita". Le foto di scena sono di Masiar Pasquali, la produzione LAC Lugano Arte e Cultura/Proxima Res.
I biglietti sono in vendita a prezzi compresi tra 5 e 12 euro; acquisti alla biglietteria del Manzoni (0573.991609/27112), o in sede d’evento la sera stessa un’ora prima dello spettacolo (info 333.9250172).
linda meoni