Trentenne arrestato per stalking. Perseguitava la ex fidanzata

Una breve relazione disseminata di angherie, aggressioni e percosse

Trentenne arrestato per stalking. Perseguitava la ex fidanzata
Trentenne arrestato per stalking. Perseguitava la ex fidanzata

Un pistoiese di 34 anni è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di atti persecutori nei confronti della ex fidanzata. La misura cautelare in carcere è stata eseguita nei giorni scorsi. L’ordinanza è stata spiccata dal giudice per le indagini preliminari su richiesta del magistrato inquirente, sostituto procuratore della Repubblica Claudio Curreli, sulla base degli approfondimenti svolti dall’Arma tra novembre e dicembre 2023. A motivare il provvedimento restrittivo il rischio per l’incolumità della vittima. Secondo quanto è emerso, l’uomo era già finito in carcere quando aveva picchiato la sua precedente fidanzata che era stata ricoverata in ospedale. Era stato condannato per atti persecutori. Nei confronti della successiva compagna, conosciuta sul luogo di lavoro, tutto si sarebbe ripetuto: minacce di morte e aggressioni. La relazione sarebbe stata breve, circa un mese, un periodo durante il quale la giovane aveva fatto i conti con la gelosia ossessiva e violenta di lui. Ad aggravare la situazione, il fatto che l’uomo avrebbe fatto uso di droghe e avrebbe abusato di sostanze alcoliche. La vicenda ha avuto un picco quando la ragazza ha deciso di interrompere la relazione e allora sono cominciate le minacce, anche di morte, e quindi gli appostamenti sotto casa.

La giovane vittima ha denunciato anche un’aggressione che sarebbe avvenuta sul luogo di lavoro, durante la scorsa primavera: l’uomo l’avrebbe presa per il collo.

Era stato l’episodio in seguito al quale aveva deciso di interrompere la relazione.

Ma ai carabinieri si era rivolta soltanto due mesi fa, a novembre, dopo che l’ex fidanzato si era presentato ancora una volta, di notte, sotto casa sua, minacciandola. Nel frattempo si era messa in contatto con la fidanzata precedente che le aveva raccontato delle violenze subite e del ricovero in ospedale. Da qui la misura cautelare del divieto di avvicinamento e poi la condanna.

I carabinieri, nel corso delle indagini, hanno ascoltato i familiari e le amiche che avevano assistito ad alcuni episodi, letto e ascoltato i messaggi che l’uomo aveva inviato alla giovane.