Pistoia, 12 gennaio 2020 - "No ad ulteriori rinvii sulle aperture degli impianti sciistici". Un'ipotesi, quella della non riapertura il prossimo 18 gennaio, che gli operatori dell'Appennino toscano stentano a prendere in considerazione. Stremati dalle copiose nevicate dei giorni scorsi, con punte di oltre tre metri di altezza ad Abetone, in un momento in cui quella neve anziché essere un'opportunità è stata di fatto un problema, visto che gli impianti sciistici erano chiusi a causa della pandemia, adesso gli stessi operatori sono concentrati sulla ripartenza e non vogliono sentir parlare di ulteriori rinvii.

“È stato un lavoro importante, quello svolto dai nostri dipendenti – spiega Andrea Formento, presidente di Federfuni Italia e direttore di Val di Luce spa -, per cercare di mettere la nostra stazione, così come tutte le stazioni dell'Appennino in condizioni di poter aprire i propri impianti il 18 gennaio, Noi ci crediamo, continuiamo a combattere affinché il 18 gennaio sia finalmente la data di apertura degli impianti di risalita in Italia. Crediamo che dopo tre rinvii non ci siano più le condizioni, anche economiche per poter sostenere un ulteriore rinvio. Ma non ci sono nemmeno le condizioni sanitarie per rinviare l'apertura degli impianti, perché la montagna ha una situazione tale da poter consentire le aperture in sicurezza ”. “Inoltre – puntualizza Formento – abbiamo un protocollo che prevede in questo momento l'apertura degli impianti, cosi come di tante altre attività, nelle sole zone gialle. Noi continuiamo a combattere, crediamo che questo sia il nostro dovere, un dovere che ci sentiamo addosso rispetto ai nostri dipendenti e a tutto l'indotto che ruota intorno a noi. Non intendiamo mollare e per noi l'obiettivo primario è questo: aprire il 18 gennaio con regole certe, che prevedono code singole agli impianti, code singole alle biglietterie, limitazione al 50% nelle cabinovie. Inoltre, stiamo lavorando anche sulla parte che riguarda i rifugi. Noi ci crediamo – conclude il presidente di Federfuni Italia – e continuiamo a dare battaglia affinché questa data diventi realtà”.
 

Patrizio Ceccarelli