
Rinasce il Marini. Pistoia ritrova il suo museo
Sogno e fantasia, in una lettura disegnata o scolpita che parla di reale. A partire dagli emblematici cavalli e cavalieri, due delle figure più riconoscibili della sua produzione che certamente non mancheranno in quella selezione di opere – una cinquantina quelle scelte dal comitato scientifico della Fondazione che porta il nome del maestro – che tornano finalmente visibili dopo anni di oblio. Cinque, per la precisione. Succede a Pistoia, nella sede di Palazzo del Tau (di proprietà comunale) dove dal 1990 hanno sede il Museo Marino Marini e il Centro di documentazione omonimo e dove, però, dal 2019 in una mattina di febbraio le porte (causa inadeguatezza strutturale della sede) hanno chiuso, collezione in ostaggio, per non riaprire più. Oggi eccoci quindi a scrivere una nuova pagina, resa possibile grazie in primis alla volontà di un soggetto ‘super partes’, il Commissario Straordinario della Fondazione Marino Marini Raffaele Ruberto venuto da Torino su nomina del prefetto di Pistoia Licia Donatella Messina per rimettere ordine nel conclamato caos – così si è espressa la Giustizia attraverso il Consiglio di Stato - dell’ente nato per volontà della vedova Mercedes Pedrazzini. Poi grazie al sostegno del Comune di Pistoia che mette a disposizione personale e della Fondazione Caript che sostiene per la metà il carico economico dell’iniziativa, il Comando dei vigili del fuoco di Pistoia che ha messo a punto un piano preciso affinché l’edificio possa riaprire in parte ma in piena sicurezza. Non ultima la Direzione regionale dei Musei della Toscana con Stefano Casciu che ha permesso una comunicazione diretta tra la sede comunale, il Museo Marini, e quella demaniale, l’ex chiesa del Tau che da quella chiusura di cui sopra non è mai stata interessata.
Sono dieci in tutto le date del Luglio Pistoiese (tutti i sabati e le domeniche di luglio gratuitamente dalle 11 alle 19, con aperture extra anche il 25 e 26 luglio; prenotazioni su fondazionemarinomarini.it) durante le quali si potrà tornare ad immergersi nel patrimonio di Marino, attraverso alcune delle opere custodite al Tau che meglio rappresentano il maestro e in una esposizione che vuole ricostruire quel clima intimo di atelier nel quale Marini ha lavorato tutta la vita. Ad alimentare la suggestione contribuiranno i due luoghi che ospiteranno questa rassegna, da un lato la ex chiesa dedicata a Sant’Antonio Abate straordinario e raccolto esempio della Pistoia medievale, dall’altro il piano terra dell’attiguo museo, un tempo (1300) casa dell’Ospitaliero dello stesso Sant’Antonio Abate, con il suo affascinante anfiteatro coperto dove si respira la storia. Una iniziativa questa che rappresenta uno squarcio di sereno in una vicenda contraddistinta da un clima di tensione per via di quella visione "Firenze-centrica" mai nascosta dalla costola fiorentina stessa, rappresentata nell’ultimo cda dal presidente Ferdinando Carnacini.
Da lì una guerra di carte, dichiarazioni e accuse con la componente pistoiese della Fondazione stessa (nel cui consiglio sedevano il sindaco di Pistoia e un rappresentante Banca Intesa) che è approdata in sede giudiziaria a più riprese, con l’atto finale della vicenda che si scriverà solo in ottobre. Una confusione tale che la Prefettura di Pistoia, organo cui spetta il controllo dell’ente Marini, a ottobre ha sentenziato: Fondazione commissariata. Time out momentaneo dunque, almeno fino all’ottobre prossimo. Con l’invito intanto a tornare tutti al museo.
linda meoni