Il Pistoia Blues punta alto. Dagli Usa ecco i Calexico per aprire il Festival

Prima data: 4 luglio in piazza del Duomo. Passi avanti per gli aiuti economici statali

I Calexico, con Joey Burns e John Convertino. In alto, la folla in piazza

I Calexico, con Joey Burns e John Convertino. In alto, la folla in piazza

Pistoia, 2 marzo 2024 – Definita la data di apertura del prossimo Pistoia Blues Festival giunto alla 43esima edizione. A dare lo start al cartellone il 4 luglio sarà la band statunitense dei Calexico fondata da Joey Burns e John Convertino, ‘traslocati’ nelle ultime ore in piazza Duomo e non alla Fortezza Santa Barbara come inizialmente previsto. I Calexico sono un gruppo formatosi in Arizona nel 1996 che sprigiona lo spirito del crossover tipico delle popolazioni del sud degli Usa al confine con il Messico, in sonorità vicine all’alternative country.

Negli anni i Calexico hanno pubblicato otto album in studio (tra cui "Years to burn", in collaborazione con gli Iron & Wine, nominato ai Grammy nel 2019), hanno collaborato con molteplici artisti come Willie Nelso, Jim James, Nancy Sinatra e Neko Case, hanno prodotto e suonato nell’album numero uno di Amos Lee "Mission Bell" e hanno partecipato a diversi festival. L’album uscito nel 2022 dei Calexico, "El Mirador", si pone come faro nell’oscurità, un’opportunità per guardarsi dentro, riflettere sul legame tra la Terra e la sua gente.

La data appena annunciata si aggiunge a quelle già note e cioè Tommaso Paradiso (7 luglio, piazza Duomo), Elio e Le Storie Tese (8 luglio, piazza Duomo), i doppi show di Mario Biondi / Dee Dee Bridgewater (11 luglio, piazza Duomo) e Matteo Mancuso e Mark Lettieri (12 luglio, prima in Fortezza, ora spostati in piazza Duomo). I biglietti per il concerto del 4 luglio saranno in prevendita sul circuito Ticketone.

Intanto, sul fronte dell’iter legislativo che dovrebbe portare a nominare il Pistoia Blues manifestazione d’interesse nazionale (e per questo diventare destinataria di un contributo statale fisso annuo di 250mila euro), qualcosa nelle ultime settimane sembra muoversi. Nei giorni scorsi il ddl è infatti stato trasferito alla sede deliberante, forte dell’accoglimento unanime ricevuto in commissione cultura del Senato a fine settembre 2023.

Questo ulteriore passaggio dovrebbe significare una imminente (seppur in tempi ovviamente non precisati) conversione in legge, con le tanto attese e positive ricadute per la nostra manifestazione di punta. La proposta, ricordiamo, fu avanzata nella scorsa legislatura dall’allora senatore Patrizio La Pietra (FdI). In quel procedimento il ddl arrivò a incassare il parere favorevole dell’aula del Senato. Prima ancora che potesse arrivare alla Camera, il disegno fu stoppato per la caduta del Governo Draghi per poi essere azzerato e riprendere dall’inizio. Infine il ritorno ad essere calendarizzato nelle varie sedute da gennaio 2023 e dopo dieci mesi, tra fisiologici rinvii e cavilli burocratico-politici, un primo esito.