Pendolari ancora ko. Un’altra giornata nera. Investite delle pecore. Ritardi da e per Firenze

L’incidente nel fiorentino ha portato a una raffica di cancellazioni. Di conseguenza convogli super affollati e ulteriore tempo perso . Un viaggiatore: "Troppa gente: ogni giorno costretti a stare in piedi".

Pendolari ancora ko. Un’altra giornata nera. Investite delle pecore. Ritardi da e per Firenze

Pendolari ancora ko. Un’altra giornata nera. Investite delle pecore. Ritardi da e per Firenze

Un martedì nero per il trasporto pubblico dell’area pistoiese e non solo, sia su gomma che su ferro. Che la giornata non fosse delle migliori i pendolari lo hanno capito subito, dalla prima mattina: sulla direttrice Pistoia – Prato – Firenze i treni 18656, 18822 e 18823 sono stati a metà del loro tragitto. Nel dettaglio, il treno 18656 (da Firenze Santa Maria Novella a Pistoia) è stato fermato a Firenze Castello, così come il treno 18223 nella direzione opposta. Il treno 18822 (da Arezzo a Pistoia), invece, non è andato oltre Prato, dove è stato soppresso. Il motivo di questa raffica di cancellazioni? L’investimento di alcune pecore tra Firenze Castello e Il Neto da parte di un treno merci in transito prima della fascia pendolare. Una motivazione confermata dalla stessa RFI. Oltre ai tre treni soppressi, la circolazione è risultata fortemente rallentata anche sugli altri treni che, quanto meno, sono arrivati in forte ritardo alla loro destinazione. Per i pendolari la già normale dose di calca e ritardi è stata aggravata dalla presenza di passeggeri dei treni soppressi, che hanno avuto la necessità di essere trasbordati sui convogli rimasti in circolazione, andandogli a riempire ancora di più.

Investimenti di animali lungo le linee ferroviarie sono avvenimenti che capitano tutt’altro che raramente in ferrovia e, solitamente, non provocano ritardi particolari o tanto meno interruzioni della circolazione. Discorso diverso quando l’investimento interessa un gruppo di animali come in questo caso: senza scendere nei dettagli più macabri, l’impatto anche solo a velocità moderate può provocare danni tanto al materiale rotabile quanto all’infrastruttura. Una problematica che necessita, come nel caso di ieri, una serie di controlli da parte dei tecnici prima di poter tornare alla normale circolazione ferroviaria. Per quanto il caos di ieri mattina abbia una motivazione fuori dall’ordinario, per i pendolari si è trasformata nell’ennesima mattinata di passione per raggiungere il proprio posto di lavoro o di studio. In redazione sono arrivate diverse segnalazioni di viaggiatori stipati come sardine all’interno dei corridoi e dei vestiboli, vale a dire l’area interna tra le porte di ingresso del vagone. In una foto, in particolare, si contano una ventina di persone strette in un spazio di circa quattro metri quadrati.

"Ogni giorno – racconta un viaggiatore – i posti a sedere terminano a Pistoia. Oltre quella stazione, in direzione Firenze, si viaggia in piedi. Si arriva a Firenze stipati come nei carri bestiame". I ritardi, come spesso accade concatenati tra un treno e l’altro, si sono riassorbiti soltanto nel corso della tarda mattinata di ieri. Non ci sono stati solamente i treni a rendere complicato il martedì per i pendolari. Intorno alle 13 un bus di Autolinee Toscane si è letteralmente bloccato in piazza Treviso, Pistoia, per un guasto. Il mezzo, fermo in mezzo alla strada e impossibilitato a muoversi, ha bloccato per alcune decine di minuti l’accesso alle auto di via delle Mura Urbane. Sul posto è intervenuta la Polizia Municipale per gestire il traffico.

Francesco Storai