Il murale di Daniele Capecchi realizzato sulla parete d’ingresso della palestra Masotti
Il murale di Daniele Capecchi realizzato sulla parete d’ingresso della palestra Masotti
Il viso di Kobe, fiero e concentrato. Lo stesso che mostrava nei momenti decisivi di una partita, quando si apprestava a rifilare il ko decisivo all’avversario per mandarlo al tappeto. O, per usare una metafora più consona al personaggio, il morso del Black Mamba, il soprannome che ha accompagnato Bryant per tutta la carriera. E nel murale pistoiese dedicato all’ex stella dei Los Angeles Lakers ovviamente non poteva mancare il serpente, considerato uno dei...

Il viso di Kobe, fiero e concentrato. Lo stesso che mostrava nei momenti decisivi di una partita, quando si apprestava a rifilare il ko decisivo all’avversario per mandarlo al tappeto. O, per usare una metafora più consona al personaggio, il morso del Black Mamba, il soprannome che ha accompagnato Bryant per tutta la carriera. E nel murale pistoiese dedicato all’ex stella dei Los Angeles Lakers ovviamente non poteva mancare il serpente, considerato uno dei rettili più velenosi e pericolosi del mondo, così come Kobe era riconosciuto micidiale in campo. Poi il tragico incidente aereo risalente al 20 gennaio 2020 che ce lo ha portato via - assieme alla figlia Gianna e ad altri setti passeggeri - rendendolo immortale. Il suo ricordo vivrà per sempre negli appassionati che hanno avuto la fortuna di vederlo, dal vivo o in televisione, di tifarlo e di innamorarsene. E in città di appassionati di Bryant ce ne sono davvero tanti.

Uno di questi è Daniele Capecchi, l’artista che ha realizzato il murale dedicato al fenomeno americano sulla parete d’ingresso della palestra Masotti all’imbocco del parco di Monteoliveto. Il disegno, grande circa quattro metri in altezza e larghezza, e colorato solo di bianco e nero, raffigura come detto il volto di Kobe.

"Non ho farlo molto particolareggiato, per via dell’intonaco che c’è all’esterno della struttura, ma sono molto soddisfatto del lavoro, soprattutto perché più o meno sono riuscito a rispettare i tempi che mi ero prefissato, completando l’opera in circa una settimana – racconta Capecchi, che ha scoperto l’arte murale solo recentemente e dopo anni trascorsi dietro alla pittura – E’ stato molto emozionante, perché è una cosa che ho aspettato a lungo e a cui tenevo particolarmente".

Conclusi i lavori, in arrivo c’è un evento assieme al Comune di Pistoia per far conoscere l’opera a tutti i cittadini. "Voglio ringraziare il Comune per aver ascoltato la mia idea e per avermi messo a disposizione la parete della palestra Masotti. Mi farebbe enorme piacere se si riuscisse a organizzare questo evento con il sindaco Tomasi e coinvolgendo anche le persone di Cireglio che erano maggiormente vicine alla famiglia Bryant. Sarebbe un bell’omaggio alla memoria di un fenomeno che ha saputo unire più generazioni di tifosi e che è rimasto nel cuore dei pistoiesi".

Francesco Bocchini