Dopo Laura se n’è andato anche il piccolo Andrea. Giorni di speranza, poi lo shock: tragedia infinita

Laura Porta era all’ottavo mese di gravidanza: la scorsa settimana lei è morta per un malore, il neonato ha lottato dopo il cesareo d’urgenza ma ieri è spirato al Meyer

Laura Porta

Laura e Antonio in un momento felice (foto da Facebook) In alto, Laura con l’uniforme della Misericordia di Pistoia dove era volontaria Del grande amore della coppia ora restano solo ricordi

Pistoia, 26 febbraio 2024 – Andrea ha vissuto pochissimi giorni, curato con tutte le attenzioni dallo staff sanitario dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e coccolato con tutto l’amore del mondo dal padre Antonio, ma ieri ha dovuto arrendersi. È morto fra le braccia del babbo, che in una sola settimana si è visto portare via l’amore della vita, la compagna Laura Porta, e il loro attesissimo e già amatissimo bambino.

Il piccolo Andrea era nato una settimana fa con un cesareo d’urgenza dopo che la sua mamma, 37 anni, all’ottavo mese di gravidanza, ha avuto un malore improvviso nella casa di Pistoia ed è poi morta, nonostante i tentativi dei medici dell’emergenza-urgenza per salvarla e per permettere anche la nascita del piccolo con il cesareo. Il bambino era stato subito ricoverato in condizioni molto gravi al Meyer di Firenze e lì è rimasto fino a ieri. Secondo quanto appreso, si è spento tra le braccia del padre Antonio, assistito con amore anche dal tutto il personale del Meyer. "È bello come la mamma" ripeteva Antonio in questi giorni.

Laura e Antonio, lei infermiera e lui guardia penitenziaria, si erano conosciuti sul luogo di lavoro: al carcere della Dogaia di Prato. L’innamoramento, la convivenza, la gioia per la notizia dell’imminente nascita. Vivevano per Andrea. Lo avevano desiderato ed è a lui che dedicavano ogni pensiero e progetto. "Sostanza dei nostri giorni. Tu che sei l’infinito dei nostri desideri, tu che sei il sogno più grande tra i sogni più veri", scriveva Laura sui social. Ora di quella gioia restano solo fotografie, i baci di Antonio al pancione di Laura, i sorrisi, gli abbracci, le smorfie divertite e divertenti fissate con selfie in giornate felici. Progetti e sogni distrutti in pochi giorni ed è ora il tempo di stringersi intorno ad Antonio Fasano, travolto da un dolore impossibile da descrivere, ma così sensibile da trovare la gentilezza e la forza per ringraziare coloro che "ci stanno manifestando la loro vicinanza in questo momento, siete in tanti e non ci sono parole per descrivere il tutto".

Quante lacrime, quanto dolore, quanti interrogativi si sono alternati in questi ultimi sette giorni nella mente e nel cuore di Antonio, delle famiglie, degli amici, dei colleghi, ma anche delle comunità di Pistoia, di Prato, di Bolotana, il paese del centro della Sardegna, provincia di Nuoro, da dove proveniva la bella, generosa ed entusiasta infermiera e dove vivono il fratello Claudio e i genitori Mariano e Luisella. È a Bolotana che oggi Laura riposa, accolta dal paese attonito. E mentre i cuori piangevano la scomparsa di Laura, gli stessi cuori si aggrappavano alla speranza che il piccolo Andrea ce la facesse. Purtroppo non è andata così.