Liceo artistico senza pace. Chiuse alcune aree

La decisione è stata presa dai tecnici della Provincia dopo un sopralluogo. Si cercano con urgenza aule dove sistemare anche l’attrezzatura informatica.

Liceo artistico senza pace. Chiuse alcune aree
Liceo artistico senza pace. Chiuse alcune aree

PISTOIA

Non c’è pace per il liceo artistico Petrocchi. Sono tornati ad esserci problemi di agibilità nella sede principale ed ora ulteriori spazi saranno interdetti dai tecnici della Provincia, tra cui il laboratorio di informatica ad un mese di distanza dalla prove telematiche previste dal Ministero per gli alunni di quinta liceo. I tecnici provinciali hanno già fissato un incontro con la dirigente scolastica Rita Gaeta. Una corsa contro il tempo per trovare nuove aule dove sistemare anche l’attrezzatura informatica per una scuola che si trova già dislocata su tre sedi.

"Purtroppo dopo un sopralluogo abbiamo dovuto procedere all’interdizione di alcuni spazi all’interno della scuola – spiega il presidente della Provincia, Luca Marmo - E’ già noto a tutti che la sede di piazza San Leone ha da tempo dei problemi, ma la buona notizia è che entro poco tempo potremo effettuare un intervento strutturale importante".

Bocca cucita sui nuovi problemi in sede da parte della dirigente scolastica che spiega però che al momento le lezioni continuano con regolarità e senza alcun tipo di disagio. "Gli studenti seguono tutte le lezioni, aspettiamo soluzioni dall’ente provinciale – dice, lapidaria, Gaeta. Da almeno un decennio, la sede principale del Petrocchi ha problemi strutturali.

I primi nastri rossi di interdizione arrivarono nel 2013 e da allora studenti e famiglie hanno chiesto a gran voce di trovare un nuovo edificio per riunificare la scuola. Presto qualcosa si dovrebbe muovere. Per la palestra della scuola in via Bottaccio sono stati stanziati 900mila euro dei fondi Pnrr e scatterà un nuovo cantiere nella scuola per sistemare gli spazi interdetti in questi giorni. Sarà sufficiente? Non è chiaro. Il liceo artistico Petrocchi è l’unica scuola della Provincia ad essere dislocata su ben tre sedi. Oltre alla sede di piazza San Leone, infatti, alcune aule sono state sistemate nei locali dell’ex banca d’Italia, altre ancora hanno trovato spazio nei locali del seminario vescovile. Se a questi luoghi si aggiunge la succursale di Quarrata è ben comprensibile che la gestione dell’istituto non è cosa facile. Anni fa l’ipotesi lanciata dalle famiglie era stata quella di trovare spazi per riunificare la scuola nella sede dell’Uniser, appello che è caduto nel vuoto. Ci fu anche chi propose di sistemare il liceo all’ex Ceppo ma anche quella ipotesi morì dopo poche settimane. Alla luce dei nuovi problemi di agibilità la Provincia dovrà tornare ad interrogarsi sul destino di centinaia di studenti.

Michela Monti