Le formelle della Via Crucis alla Vergine

Furono ideate da don Siro con Flavio Bartolozzi che le realizzò con altri artisti: Di Tommaso, Duprè, Tommasi, Caserta e Berti

Un peregrinare durato quarant’anni che si è chiuso alla vigilia della Santa Pasqua di quest’anno, quando le quattordici sculture che compongono la Via Crucis hanno trovato infine una loro pace, una loro ‘casa’: la Cappella feriale della parrocchia della Beata Vergine Maria, alla Vergine. Una restituzione alla città che ha avuto il senso di una festa vera e sentita, resa ancor più particolare dalla sua vicinanza con la festività pasquali. I quattordici bassorilievi furono realizzati nel 1983 per la chiesa del Tempio a Pistoia, venendo esposti in diversi momenti nelle chiese di Porciano, di Buriano, nel Cenacolo di Santa Croce a Firenze e nel Battistero di Pistoia, arrivando nel 2002 nella chiesa di San Paolo. Fu questa l’ultima collocazione delle sculture, fu qui che restarono fino al 2005, quando il restauro della chiesa ne impose il distacco. Venti anni dopo ecco la nuova e definitiva collocazione, grazie alle varie operazioni necessarie finanziate dalla Misericordia di Pistoia. "Nonostante l’evidente modernità di esecuzione – si legge nel testo di Andrea Bolognesi a proposito di questi bassorilievi – , le formelle dedicate alla Via Crucis mantengono ancora uno stretto legame di continuità con il passato evidenziato anche dalla classica forma di ‘tondo’ e dal materiale usato, terracotta refrattaria lavorata con metodi tradizionali. Le pregevoli sculture nacquero più di vent’anni fa per iniziativa dello scultore Flavio Bartolozzi e del compianto don Siro Butelli, per essere collocate nella chiesa del Tempio di Pistoia. Accolte con grande interesse, furono oggetto di numerose mostre". Fu la costanza di don Giordano Favillini a toglierle dai depositi e consentirne una nuova esposizione in San Paolo. Infine la conclusione del viaggio, con la proposta di donazione della Misericordia di Pistoia alla parrocchia della Vergine, accolta dal parroco don Sebastien Nawey Npoy e dal consiglio della parrocchia. Tra gli artisti ad aver realizzato le formelle ci sono Antonio di Tommaso, Amalia Duprè, Flavio Bartolozzi, Marcello Tommasi, Salvatore Caserta e Antonio Berti, solo per citarne alcuni.

"Il necessario restauro ha restituito a nuova luce tutta l’opera completa – scrive il curatore Nazario Scelsi –, mantenendo inalterate le cromie e tutte le imperfezioni del fatto a mano come da antica tradizione toscana. Oggi la Parrocchia della Beata Vergine Maria potrebbe diventare a pieno titolo un piccolo polo museale che presenterà due Via Crucis di notevole valore artistico. La chiesa principale con le opere di Quinto Martini, Pellegrino Banella Flavio Bartolozzi e il Crocefisso di Jorio Vivarelli alle quali si aggiungono i bassorilievi della Cappella feriale".

"Siamo davvero orgogliosi di questa restituzione e del risultato ottenuto. Quei bassorilievi non meritavano di restare in soffitta – commenta il presidente dell’Arciconfraternita Sergio Fedi –. So che diverse scuole si stanno organizzando per visitare sia la Cappella sia la chiesa della Vergine, segno del valore museale di questo snodo artistico in città".

l.m.