
Un big della scena internazionale, già familiare nel nostro territorio 8 marzo la data da segnare sul calendario: sarà un percorso itinerante.
Un nuovo grande nome, dopo quelli che si sono susseguiti nell’ambito della mostra sulla Pop Art: Daniel Buren. La Fondazione Pistoia Musei guarda al 2025 e lo fa puntando proprio al grande artista francese, presenza tra l’altro già familiare nelle nostre zone. La data da segnare in agenda è quella dell’8 marzo 2025. Realizzata da Fondazione Pistoia Musei, con il sostegno di Fondazione Caript e in collaborazione con Galleria Continua, l’esposizione a cura di Daniel Buren e della direttrice dell’ente museale Monica Preti accompagna i visitatori in un viaggio significativo attraverso l’opera dell’artista francese. Non solo una selezione piuttosto ampia di lavori e di studi a raccontare la carriera del maestro, ma anche una serie di opere che Buren creerà appositamente per la mostra pistoiese riflettendo in particolare il suo rapporto con l’Italia, aspetto questo che renderà ancora più imperdibile e certamente unica la rassegna voluta da Pistoia Musei.
Una mostra che si annuncia totale: il percorso infatti condurrà alle sedi ‘tradizionali’ di Palazzo Buontalenti, Palazzo de’ Rossi e Antico Palazzo dei Vescovi, ma non sarà limitato a quei soli spazi museali estendendosi anche alla città e al territorio circostante, con il quale Daniel Buren ha un forte legame da anni. Forte fu l’amicizia e la reciproca stima tra Buren e il grande mecenate e uomo d’arte Giuliano Gori, il quale sin dall’inizio degli anni Ottanta volle coinvolgerlo nel grande progetto di Celle. Occasione allora sfumata ma concretizzatasi più tardi, nel 2004. Quello spazio compreso nel grande parco della Villa di Santomato un tempo occupato da un campo da tennis divenne terra fertile per accogliere l’impronta di Buren, battezzata col nome di "La Cabane Eclatée aux 4 Salles": un parallelepipedo aperto al cielo di notevoli dimensioni rivestito esternamente per intero di specchi, con le quattro sale interne in parte specchiate e in parte dipinte di colori diversi. Una delle opere di maggior impatto a Celle che invita a una riflessione sul rapporto uomo-natura.
La realizzazione di quell’opera fu seguita da Buren in tutte le sue fasi, prolungate dall’abbattersi di due tempeste di vento che danneggiarono il cantiere. "Bisogna rendersi conto che questa cabane a quattro stanze – scriveva Buren per il catalogo della Fattoria edito dagli Ori nel 2008 - permette una sorta di passeggiata visiva attraverso il colore, fin da quando si accede all’interno, attraverso una delle otto porte. Si è circondati dal colore, applicato direttamente sulla parete, e dal suo riflesso nella stanza in cui ci si trova, ma nel contempo si è attratti dagli altri colori che si lasciano indovinare (i riflessi o i colori stessi?) attraverso le porte interne". "Nel 2002, in occasione della mostra ‘Magnete: presenze artistiche straniere in Toscana’ – ricostruiscono dalla Collezione Gori -, l’artista concede il ri-allestimento lungo la via Montalese delle bandiere componenti l’opera Poligono per Poggibonsi. Dalla collaborazione e dall’amicizia consolidate a Celle nasceranno due altri progetti ambientali di Buren in Toscana, entrambi curati da Giuliano Gori: le porte e pareti divisorie per il padiglione emodialisi all’Ospedale del Ceppo a Pistoia (2005-2006) e Muri fontane a tre colori per un esagono nel parco della Villa La Màgia a Quarrata".
linda meoni