Pistoia, 22 luglio 2021 - Adolescenti e adulti. Giovani e meno giovani. Chi lo ha visto giocare solo in tv e chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da bambino, quando il piccolo Kobe Bryant si trovava in città al seguito del padre Joe, che dal ‘87 al ‘89 ha calcato i parquet italiani indossando i colori dell’allora Olimpia Pistoia. Nuove e vecchie generazioni: Bryant ha avuto il merito di unire sotto la sua bandiera appassionati di età differenti. E lo stesso accade ogni giorno da quando la stella americana è tragicamente scomparsa il 20 gennaio 2020. Il suo ricordo nella città del Palazzo di Giano è destinato a restare vivo per sempre. A maggior ragione da quando Daniele Capecchi ha avuto la brillante intuizione di proporre al Comune di realizzare un murales in suo onore. Dopo varie peripezie durate un anno, l’opera circa un mese fa ha visto la luce grazie all’impegno e alla creatività dello street artist pistoiese, che ha rappresentato il volto dell’ex fenomeno dei Los Angeles Lakers sulla parete d’ingresso della palestra Masotti, all’imbocco del parco di Monteoliveto.

Kobe Bryant a Pistoia alcuni anni fa

Dietro alla faccia di Kobe un serpente, in riferimento al soprannome che ha accompagnato Bryant durante la sua carriera: Black Mamba. Il disegno, in bianco e nero e grande circa quattro metri in altezza e larghezza, è stato presentato alla città nella giornata di martedì, alla presenza del sindaco Alessandro Tomasi, dell’assessore Alessandro Sabella e del presidente del Pistoia Basket Massimo Capecchi. Non sono voluti mancare all’appuntamento nemmeno Elisa Maltinti, figlia di Roberto, vari esponenti delle realtà della pallacanestro cittadina, alcuni tifosi dei gruppi della Baraonda Biancorossa, dei Redskins, dei Red Devils e Untouchables, e tanti curiosi di generazioni diverse.

Daniele Capecchi, il sindaco Tomasi, l’assessore Sabella, Elisa Maltinti e Massimo Capecch

"Ho voluto raffigurare il volto di Kobe perché quello che mi ha sempre colpito di lui è stata la sua umanità, prima della sua qualità da giocatore – ha raccontato l’artista Capecchi – In tutti i pistoiesi ha lasciato un grande vuoto: per questo ho deciso di omaggiarlo in questo modo, nella speranza che l’opera si mantenga il più possibile (ha utilizzato una tinta apposita, nda ) e che non venga danneggiata". Un augurio condiviso con il sindaco Tomasi. "Questo è un simbolo che deve essere conservato nel tempo affinché ispiri i più giovani. In questo senso, è particolarmente importante che il murales sia stato realizzato sulla parete di una palestra".