REDAZIONE PISTOIA

Insieme dopo il disastro. Racconti dalle alluvioni e strategie di prevenzione

Toscana, Emilia Romagna e Marche allo stesso tavolo per la presentazione di "Fango". La paura e la tragedia sfiorata raccontata da Romiti. Il piano da un miliardo della Regione.

Riuniti ieri alla Magia per parlare di alluvioni gli amministratori che hanno vissuto in prima persona eventi devastanti in Toscana, Emilia Romagna e nelle Marche. Ad aprire la mattinata, promossa da Spi Cgil di Toscana, Prato e Pistoia con il Comune di Quarrata, è stata la presentazione del libro "Fango-Racconti e immagini delle alluvioni", edito da LiberEtà (rivista dello Spi Cgil nazionale) che racconta, con fotografie e testimonianze, la tragedia delle alluvioni nelle tre regioni, l’impegno degli abitanti e la solidarietà. A parlare della loro esperienza il sindaco di Quarrata Gabriele Romiti, il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, Monia Monni, assessora all’Ambiente Regione Toscana, insieme a Elio Cerri, segretario generale Spi Cgil Marche, Bernardo Gozzini, amministratore Unico Consorzio Lamma e Tania Scacchetti, segretaria nazionale Spi Cgil. "Quello che si prova dopo aver subito un evento devastante come l’alluvione è paura – ha detto Romiti –. I miei concittadini, e anch’io, ogni volta che si verificano piogge torrenziali siamo presi dall’ansia. Abbiamo passato momenti difficilissimi, prima di tutto si pensa alle vite umane, e anche se qui non abbiamo avuto vittime, nel caso di cinque persone ci siamo andati vicini, sono state salvate in extremis. Ma poi abbiamo avuto danni enormi alle abitazioni, alle attività commerciali, alla città". "Iniziative come questa – ha detto Alessio Gramolati segretario di Spi Toscana – intendono rivolgere l’attenzione a quanto hanno sofferto i cittadini ieri, ma che ha avuto la conseguenza di un disagio sull’oggi e che ci pone di fronte alla necessità di pensare al domani, con la prevenzione e l’importanza di costruire percorsi politici che evitino di farci ancora cogliere di sorpresa". Prevenzione che, è stato l’unanime grido di allarme, deve passare, oltre che per la messa in sicurezza del territorio, anche attraverso la sfida contro il cambiamento climatico. Secondo il Lamma, il 2023 in Toscana è stato il secondo anno più caldo dopo il 2022 con un aumento della temperatura media di +1,2°C rispetto al 1991-2020. In Italia nel 2023 gli eventi che hanno provocato danni sono saliti a 378 di cui 44 in Toscana. "Siamo una delle regioni che investe di più sulla difesa del territorio. Abbiamo investito 700 milioni di euro – ha detto Monni – ma l’evento del 2 novembre ha superato ogni previsione, perché il cambiamento climatico rende più estremi gli eventi. Nel piano che abbiamo inviato al governo occorre oltre 1 miliardo, ma per ora nessuna risposta. Quanto ai ristori sono arrivati dalla Regione. Dallo Stato non è ancora arrivato nulla".

Daniela Gori