Il ritorno del ’Marine’. Implacabile in campo. E amatissimo fuori: "Pistoia nel mio cuore"

Nel 2020 ’Ronnie’ confessò che il suo sogno era allenare in via Fermi. Verosimilmente riabbraccerà la ’sua’ piazza nella veste di presidente. Da giocatore ha fatto innamorare mezza Italia, segnando a ripetizione.

Il ritorno del ’Marine’. Implacabile in campo. E amatissimo fuori: "Pistoia nel mio cuore"

Ron Rowan in azione con la maglia della Kleenex

"Sai chi è quel giocatore che, gioca meglio del mitico Jabbar...è Ronnie, è Ronnie Rowan". Il coro tanto in voga a Pistoia fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta sta tornando prepotentemente di moda in questi giorni di entusiasmo in città per la notizia del ritorno in città del ’Marine’, seppur con altre vesti. Non più formidabile cannoniere, bensì capofila del gruppo di investitori americani pronti a rilevare la maggioranza delle quote del Pistoia Basket 2000. E addirittura nuovo presidente biancorosso, se le indiscrezioni saranno confermate. E fa sorridere ripensare a quanto affermato da Rowan il 23 aprile 2020 quando, in occasione del suo compleanno, registrò un video per salutare i sostenitori pistoiesi. "Ho un gran ricordo dell’esperienza a Pistoia. Gli ’Untouchables’, i compagni di squadra, gli amici... Davvero uno splendido ricordo. Il mio sogno nel cassetto? Allenare Pistoia, un giorno". E se è vero che coach Brienza appare... ’intoccabile’, appunto, Rowan dovrebbe ricoprire un ruolo ancora più significativo.

Un’ipotesi (o forse qualcosa di più) affascinante e intrigante, specialmente per i tifosi d’annata, quelli che hanno ammirato dal vivo le gesta in maglia Olimpia del nativo di New Brighton. Il binomio Rowan-Pistoia nasce nell’estate 1989, quando il direttore sportivo Alfredo Piperno decide di puntare su di lui dopo quanto mostrato dall’ex Nba (fu selezionato al Draft del 1987 dai Philadelphia 76ers, per poi vestire anche la casacca dei Portland Trail Blazers) durante la parentesi a Venezia, 88/89, prima tappa della sua lunga esperienza in Italia. Lo statunitense crivella le retine avversarie in maniera implacabile, viaggiando a quasi 30 punti di media nelle sette gare disputate, senza tuttavia evitare la retrocessione.

Dall’A2 arriva immediatamente l’offerta di Pistoia, che viene accettata da Rowan. La guardia/ala di 196 cm ci mette poco a far innamorare la piazza. Come? Segnando a ripetizione. Conclude la prima stagione con la Kleenex con una media di 31,4 punti ad allacciata di scarpe, mentre nella seconda fa ancora meglio, salendo a quota 34,1. I biancazzurri non riescono a realizzare il sogno promozione, ma il traguardo è solo rimandato. Già, perché la terza annata di Rowan a Pistoia si conclude, il 10 maggio 1992, con il successo per 64-55 al PalArgento di Napoli che significa salto di categoria e le conseguenti lacrime di felicità. Anche in quella partita, il numero 12 è determinante, siglando 31 punti.

Centrato l’obiettivo, Rowan lascia la Toscana e lo fa da miglior realizzatore della storia dell’Olimpia con un bottino di 3.767 punti in 117 presenze, per una media di 32.2 punti a gara. Dopo Pistoia, si trasferisce a Napoli, poi a Trapani e a Reggio Emilia, prima di volare in Spagna, di nuovo negli Stati Uniti e in Grecia. L’Italia gli è rimasta nel cuore e così Ron decide di tornarci, portando il suo talento a Cantù, Trieste e infine a Siena, dove nel 2001 dice basta con il basket giocato.

Francesco Bocchini