Gioco d’azzardo, anche i giovani coinvolti. “Dal vizio alla malattia purtroppo il passo è breve”

"L’ottanta per cento delle persone sono ’giocatori controllati’. Ma sono situazioni delicate". L’indagine tra gli adolescenti: spopolano ’grattini’ e scommesse. Con amici e genitori

Un Gratta e Vinci
Un Gratta e Vinci

Pistoia, 3 febbraio 2024 – La linea di confine , spesso, è sottile. Perché può essere un ’Gratta e Vinci’ da mettere nel conto in una sola giornata e che, con una vincita irrisoria, ti fa venir voglia di grattarne via un altro. Oppure giochi legati alle slot machine, per fortuna sempre meno presenti nei bar e nei centri di aggregazione, che invece istigano a passarci anche pomeriggi interi con il desiderio di far crescere il jackpot della macchinetta per poi svuotarla. Quando quella linea si supera, diventa dipendenza da gioco d’azzardo. Sia che si tratti di qualcosa di materiale, sia che si faccia direttamente in una stanza della propria abitazione con un computer, una tastiera e il proprio conto corrente che rischia di venire prosciugato. Una tematica complessa e difficile, di questi tempi, che è stata affrontata nei giorni scorsi in un’apposita giornata di approfondimento e riflessione che si è svolta alla biblioteca San Giorgio con la presenza di numerosi esperti, tra cui Simona Gori.

«C’è un passaggio delicato, ma allo stesso tempo decisivo, fra quello che è il vizio e ciò che invece si tramuta in malattia – afferma la dirigente psicologo di Asl Toscana Centro – perché da giocatore seriale il problema si amplia e diventa una patologia. E’ bene ricordare, comunque, che il gioco d’azzardo non è ovviamente sempre malattia, anzi circa l’80% delle persone sono ’giocatori controllati’. E per questo tipo di patologia, comunque, chi decide di farsi aiutare trova poi trattamenti specifici che vanno dal percorso ambulatoriale a quello direttamente residenziale". Il pomeriggio alla San Giorgio, organizzato da Fidapa con la Sds, ha permesso anche di analizzare in maniera approfondita l’impatto che il gioco ha sugli adolescenti, mettendo in evidenza l’esperienza dei progetti realizzati, con fondi regionali, proprio sulla prevenzione e i rischi che derivano da questa patologia.

Sono stati presi in esame oltre 2100 adolescenti iscritti agli istituti superiori e, fra questi, è emerso che le femmine hanno una propensione al ’Gratta e Vinci’ superiore ai maschi (61% contro 54%) mentre non c’è assolutamente gara per quel che riguarda le scommesse sportive (55% per gli uomini contro il solo 21% delle donne) con un 4% in rosa che, addirittura, gioca i propri soldi sulle corse dei cavalli. Inoltre, nonostante le nuove tecnologie, il gioco offline continua ad andare per la maggiore fra gli adolescenti, anche se il limite è molto sottile. Altri dati che fanno riflettere sono quelli legati al compagno di gioco: la percentuale solitaria è molto bassa (21% fra le femmine) mentre il 58% degli intervistati nella ricerca dice che il partner preferito con il quale spendere un po’ di soldi per tentare la fortuna è l’azzardo sono i genitori, anche se i più votati in assoluto restano gli amici.