
Emergenza ludopatia. Numeri in crescita. Quasi 24 milioni in più nel giro di un anno
Nel corso del 2023 in Italia sono andati in fumo qualcosa come 150 miliardi di euro per quanto concerne il gioco d’azzardo e, di questi, ben 82 riguardano tutto ciò che viene portato avanti online, la vera nuova frontiera da oramai un decennio dove lucrare come non mai, per di più dopo i mesi più duri della pandemia quando non si poteva uscire di casa e c’era da passare il tempo con i più disparati diversivi.
Dentro questi 82 miliardi, la fetta della provincia di Pistoia è di poco superiore ai 286 milioni di euro, mettendo il nostro territorio all’ottantesimo posto complessivo in Italia: in valori assoluti, invece, in Toscana restano dietro Grosseto (264 milioni), Siena (249) e Massa Carrara (225).
È quanto emerge da "Il libro nero dell’azzardo: mafie, dipendenze e giovani" curato dalla Cgil e Federconsumatori per mettere in evidenza quella che è, di fatto, un’emergenza molto grave in Italia e che sta arrivando ad avere numeri davvero notevoli. Per la nostra provincia, dei 286 milioni di euro citati, succede che 270 rientrano nei portafogli come vincite (94%), ma ben 16 (5%) diventano perdite, ovvero spese polverizzate di fronte ad una slot machine piuttosto che al "Gratta e Vinci" o al Lotto che poi rientrano nelle casse dello Stato. La graduatoria regionale è guidata da Firenze con poco più di un miliardo di euro speso nel 2023 che distanzia in maniera importante Livorno (429 milioni).
Un dato particolarmente significativo è il differenziale di spesa in confronto fra 2022 e l’anno andato in archivio con la nostra provincia che ha visto un incremento del 9%, vale a dire 23 milioni e 700mila euro in soli dodici mesi confermando una tendenza, comunque, comune a tutto il resto d’Italia e persino fra le più basse di tutta la Toscana (soltanto Siena ha fatto meglio con appena un +0,2%).
Altrettanto interessante è la media che ne scaturisce pro-capite di soldi spesi dalla popolazione in età 18-74 anni: il valore di riferimento a livello nazionale è di 1.925,83 euro annui e in provincia di Pistoia ci si ferma a 1.382,40 euro con un incremento, però, in dodici mesi di oltre 100 euro visto che al 31 dicembre 2022 questa spesa pro-capite si fermava a 1.274,06 euro.
A fronte di una economia ancora di più in recessione, ad una disoccupazione che non migliora e stipendi che restano sempre gli stessi da anni, si registra una crescita importante di soldi che vengono investiti con la speranza di riprenderne molti di più, salvo poi ritrovarsi spesso e volentieri con un pugno di mosche in mano.
Infine, le rilevazioni all’interno della ricerca di Cgil e Federconsumatori che riguardano i comuni capoluogo: qui Pistoia sale leggermente in classifica arrivando al 74° posto con una spesa di 79 milioni di euro, dei quali 74 milioni e 800mila euro rivinti e poco più di 4 milioni che si sono volatilizzati. E’ interessante vedere, però, che l’incremento per il solo capoluogo fra 2022 e 2023 è più alto del dato provinciale: si è passati da 1.008,59 euro pro-capite spesi due anni fa ai 1.255,86 di quelli registrati al 31 dicembre scorso e, nonostante questo, Pistoia retrocede fino al 92° posto in Italia visto che c’è chi fa anche balzi di 1.500 euro in un anno come Isernia che è al comando della classifica.
Numeri impietosi, preoccupanti e che fanno riflettere in vista degli scenari futuri.
Saverio Melegari